riflessioni sul testamento olografo

A cura di Patrizia Belloni

Anche in questo numero di Dicembre, ho scelto di parlare del testamento olografo, vale a dire, quello vergato interamente dalla mano di un soggetto –testatore – che decide in autonomia, e nel pieno delle proprie facoltà fisiche e mentali ( elementi imprescindibili per la validità della scheda testamentaria) di scrivere le proprie ultime volontà.

Il tema mi è stato suggerito dalle tante richieste di perizie su testamenti olografi

Purtroppo, sempre più persone tentano di imitare la scrittura di un parente, genitore, o conoscente benestante, attraverso una emulazione pedissequa della forma delle singole lettere.

La forma, infatti, è l’aspetto più appariscente della scrittura, ma, niente più di un disegno.

Quando si falsifica un manoscritto, dare forma alle lettere,non è più un gesto spontaneo, un movimento dettato dalla libertà, dove non si riscontra niente di rigido e stereotipato, ma diventa una solida “costruzione”,quindi, avremo una conformazione rigida e sclerotizzata, non trasportata da un gesto scrittorio fluido e scorrevole.

Saranno evidenti i numerosi arresti e riprese, tremori nelle lettere che si innalzano, tipo la “t” “l”, la scrittura dell’imitatore diverrà più grande rispetto a quella originale, gli spazi tra le parole e le righe saranno più ampi, e tanti altri aspetti da valutare nel corso dell’analisi grafologica.

Anche se i falsari puntano molto sull’aspetto morfologico della scrittura, lo studio scrupoloso, del grafologo esperto, consentirà di far emergere una serie di elementi grafici, sfuggiti alla mano di chi sta falsificando un documento, poiché è molto difficile reprimere del tutto le proprie abitudini scrittorie, che emergeranno inevitabilmente via via, nel percorso grafico.

Come ad esempio i gesti “fuggitivi”

Sono quei segni graficirientra in questa categoria anche la firma, che sfuggono al controllo, infatti vengono vergati d’istinto, come ad esempio apporre un accento, oppure mettere i puntini sulle lettere “i”, virgole ed apostrofi, non tutti li eseguono allo stesso modo, di conseguenza sono un segno distintivo.

Vi è ad esempio, chi al posto del punto, al termine di una frase o periodo, appone un trattino, oppure chi non apostrofa, un altro elemento, di grande importanza che non può sfuggire al grafologo esperto, è l’impostazione spaziale, cioè come viene gestito lo spazio nel foglio, rapporto bianco-nero- tracciato grafico.

La firma sul testamento, è di fondamentale importanza, spesso,il falsario appone la firma, dove è abituato, ad es: se di solito colloca la sua firma in basso a destra, continuerà a farlo anche se sta falsificando, mentre invece, il testatore ad esempio era abituato a scriverla a sinistra del foglio e non tanto in basso.

Per chi analizza un manoscritto, specialmente se trattasi di testamento olografo, quelli sopra elencati, sono elementi di fondamentale importanza, perché, anche da tutto ciò si riesce a capire se il testo è originale, autentico, quindi spontaneo e naturale, oppure ci troviamo di fronte ad una falsificazione.

Naturalmente, per arrivare ad una conclusione certa di autografia o apocrifia, sono inevitabili le scritture di comparazione, indispensabili, per poter effettuare un confronto, che saranno fornite da chi decide di impugnare il testamento.In questo modo fornirà al grafologo la possibilità di sapere come scrive il soggetto in questione, non possiamo attribuire uno scritto, per esempio a Giovanni se non conosciamo la scrittura di Giovanni.

Immagino che tale precisazione potrà apparire superflua, ma purtroppo non lo è sempre.

Questi documenti, o schede testamentarie, per legge, devono essere scritti interamente dal testatore, non vi possono essere interferenze ,ovvero correzioni, aggiustamenti, da una mano diversa, a volte anche un numero, una data, una piccola frase, possono far invalidare un testamento se vergati da una mano estranea.

Tutti i miei articoli, come ho già ricordato, sono il frutto di esperienze professionali, la mia preparazione grafologica e successivamente peritale, come di molti altri colleghi, consente di risolvere casi, a volte anche difficili, spinosi, dove, soltanto con il confronto della forma delle singole lettere, difficilmente si arriva alla corretta conclusione.

La preparazione grafo-psicologica della scrittura è indispensabile, specialmente quando dobbiamo analizzare un testamento olografo redatto da una persona molto anziana, magari con gravi patologie, ma grazie a queste conoscenze, quindi non soltanto tecniche, possiamo veramente conoscere la vera essenza del soggetto, e capire se il testamento è autentico oppure no.

Concentrarsi troppo, soltanto sulla forma –  è innegabile che sia uno degli otto generi della scrittura molto importante – ma deve essere contestualizzata, non ci si può fossilizzare soltanto sull’aspetto esteriore, come un bell’abito, può risultare un lavoro superficiale e per molti versi lacunoso.

Non si può svolgere una perizia giudiziaria, rilevando delle piccole analogie, con un altro scritto di comparazione, sottovalutando le divergenze importanti, quindi, ignorando le disomogeneità dinamiche, le differenze nella continuità, che spesso sono la prova di falsità, specialmente se ci sono soste e riprese nella firma, che è per eccellenza il gesto grafico più naturale e spontaneo.

Infatti, la prima valutazione, la prova “regina”, va condotta alla ricerca della naturalezza e spontaneità del tracciato grafico di un testamento, ancor prima di procedere con il confronto di altri scritti della persona in questione, partendo dal presupposto che, la presenza di questi due elementi, è già una premessa utile al fine della dimostrazione di autenticità, oppure, in caso contrario di apocrifia.

Sono in molti a pensare che naturalezza e spontaneità siano la stessa cosa, ma non è così, la scrittura naturale significa che fa parte di noi, della nostra naturalità, ma si può scrivere in modo naturale anche se in qualche modo si è vittima di pressione da parte di persone terze, quindi da un condizionamento esterno, in quel caso la scrittura sarà naturale ma non spontanea.

Spontanea, invece significa scrivere senza alcun tipo di condizionamento, né esterno, ovvero da terze persone, né interno, cioè di natura soggettiva, psicologica come i sensi di colpa.

Spesso, le persone anziane benestanti sono il bersaglio di qualcuno che esercita su di loro una circonvenzione, ovvero che vengono compiute azioni disoneste per procurarsi un illecito profitto, come ad esempio far scrivere all’anziano, ovviamente facoltoso, un testamento sotto la minaccia di percosse, purtroppo avviene anche questo.

Tutto ciò, il grafologo è in grado di scoprirlo, attraverso uno studio attento e scrupoloso, scevro da altri condizionamenti, avendo come unico obiettivo, quello di far valere le ultime vere volontà di chi non c’è più.

Dalla grafologia suggerimenti per la tutela delle persone anziane in difficoltà

a cura di Roberto Colasanti 

Criminologo investigativo e della sicurezza

 Colonnello dei carabinieri in congedo

Alcuni casi giudiziari di cui mi sono occupato in qualità di consulente forense hanno riguardato le disposizioni testamentarie di persone ultraottantenni che in seguito al decesso sono state impugnate da parte degli eredi perché ritenute false o lesive della quota di legittima.  In un caso si trattava di un testamento pubblico in cui le volontà erano state dettate direttamente al notaio che le aveva ricevute e dattiloscritte lasciando al testatore il compito di firmarle per conferma, in un altro caso si trattava di un testamento olografo quindi interamente manoscritto dalla mano del presunto testatore e successivamente pubblicato dal notaio a richiesta dell’erede. Per entrambi i testamenti la valutazione del grafologo giudiziario è stata di falsità ovvero di non riconducibilità degli scritti e/o delle firme al de cuius e ciò in virtù di un approfondito e particolareggiato studio effettuato sulle scritture e firme comparative del defunto.

Ma è proprio dall’esame delle scritture autentiche delle due persone ultraottantenni che il consulente grafologo ha colto gli indici sintomatici dello stato di sofferenza fisico e/o psichico, rilevabili dalle componenti del gesto scrittorio, successivamente confermati da informazioni acquisite in seno alla cerchia familiare. Continua a leggere

Grafologia magazine compie tre anni

A cura di Patrizia Belloni
Direttrice Grafologia Magazine – Grafologa giudiziaria

E’ un tempo molto importante, i primi tre anni sono fondamentali, nella formazione del carattere, di ciascun essere umano, secondo il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, ma anche per elaborare un lutto, per ricominciare dopo una delusione…tre anni.
Considero questa testata giornalistica, on-line, la mia creatura.
Nata dopo una mia esperienza giornalistica “cartacea”, durata un decennio, e dal momento che siamo nell’era del digitale, ed internet è un mezzo veloce e mirato, ho scelto di farne parte con questo progetto editoriale, stare al passo con i tempi, io la considero una evoluzione, non il contrario. Continua a leggere

Vantaggi del testamento segreto

A cura di Patrizia Belloni
Grafologa giudiziaria

Da un punto di vista squisitamente pratico, oltre che psicologico, redigere un testamento olografo, ovvero scrivere il testo personalmente, dà al testatore, una sicurezza in più, come abbiamo già detto, ovvero l’impressione di poter meglio esprimere e salvaguardare le proprie volontà, avere la possibilità di poterlo cambiare, modificare, correggere ecc.
D’altro canto, anche al grafologo, in questo caso, viene offerta l’occasione di effettuare una perizia, qualora venga richiesta, attraverso un campo di azione molto più ampio.
Infatti, tramite la grafia si può tracciare il profilo psicologico dello scrivente, fare una attenta anamnesi, prendendo in considerazione le informazioni extragrafiche, che si rivelano, determinanti, in molte circostanze. Continua a leggere

Consulenza tecnica grafologica e indagini difensive per una simbiosi vincente

A cura di Roberto Colasanti

Gli odierni studi legali di successo conoscono molto bene l’importanza delle indagini difensive e se ne avvalgono oramai con assiduità tale da costituire il loro normale “modus operandi”.

Molti altri studi legali invece risultano meno inclini all’utilizzo delle indagini difensive in tutti i loro molteplici aspetti, anche in ragione del conseguente aggravio economico  da far sopportare al cliente, ritenendo di potervi ovviare con il solo studio degli atti a disposizione. Continua a leggere

Aspetti pratici in grafologia peritale – Civile e Penale due realtà a confronto

A cura di Patrizia Belloni
Grafologa giudiziaria

La consulenza tecnica grafologica, in ambito forense, è una attività che viene svolta da un esperto in materia, al fine di accertare l’autenticità o meno di uno scritto, oppure di una firma, attraverso scritture o firme di comparazione.
Una breve introduzione sull’argomento prima di entrare nel vivo della questione, una premessa per dire che, purtroppo o per fortuna, non basta asserire che la firma non è la propria, quando si vuole sostenere la propria estraneità, ovvero disconoscere una firma, magari apposta su un contratto di locazione, piuttosto che una fideiussione bancaria ecc.
In tali circostanze, occorrono prove certe, riscontri oggettivi, che si fondano sulle firme comparative, (discreta quantità) della persona che richiede una perizia grafologica, che siano certificate da un pubblico ufficiale, coeve, e possibilmente originali.
Nell’ambito della perizia giudiziaria, ciò che conta, riguarda esclusivamente il metodo di ricerca degli elementi grafici di uno scritto, firme da verificare, quindi, affinché tutto ciò abbia luogo, occorrono inevitabilmente, scritture o firme di comparazione che, in ambito civile saranno fornite dal cliente, al grafologo di sua fiducia, prima di intraprendere qualsiasi azione legale.
In ambito penale la procedura è alquanto più complessa e delicata, considerato che, è in gioco, spesso, la libertà personale del cliente. Continua a leggere

VANTAGGI DEL TESTAMENTO OLOGRAFO

A cura di Patrizia Belloni
Grafologa giudiziaria

Uno dei principi fondamentali, quando si osserva un testamento olografo, è non farsi condizionare, né dalla eccessiva brevità del testo, che non sempre è sinonimo di falso, né da quello prolisso, troppo particolareggiato, che spesso non è garanzia di autenticità.
In entrambi i casi, si deve procedere con molta cautela, sgombrare la mente da qualsiasi pregiudizio di genere ed attenersi esclusivamente alle prove certe, ovvero scritture e firme di comparazione, il più possibile coeve alla data del testamento, e procedere con il confronto sulla scrittura da esaminare, mettendo sul piatto della bilancia divergenze e conformità. Continua a leggere

La disgrafia quale anomalia dello sviluppo della scrittura


La disgrafia è un’anomalia dello sviluppo della scrittura
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Sono molteplici le difficoltà che si trova ad affrontare un bambino disgrafico, a causa della problematicità nel coordinare il gesto corsivo.

Questo significa che l’organizzazione di un testo, ovvero come viene disposto il tracciato grafico sul foglio, quindi la distanza tra le parole, tra un rigo e l’altro, i margini, sono appunto anomali, il risultato sarà un insieme caotico, discordante.
Un bambino disgrafico trova difficoltoso anche incolonnare i numeri per eseguire addizioni, moltiplicazioni, ecc, oppure colorare un disegno, non riesce a gestire il colore all’interno del margine.
La disgrafia può essere causata da molteplici fattori, che possono essere definiti concause. Continua a leggere

Conoscere la grafologia giudiziaria

L’importanza della comunicazione, la risposta ad alcuni quesiti sulla professione di grafologo giudiziario

A cura di Patrizia Belloni – grafologa giudiziaria

L’importanza della comunicazione, quella “sana”, che permette, a ciascuno di noi, qualora lo voglia, di approfondire un argomento, o perfino di poter conoscere in modo considerevole, un mondo inesplorato, come può essere quello della grafologia.
Questo è stato il mio obiettivo, con grafologia magazine, nel mio piccolo, di far apprezzare attraverso tante informazioni utili anche nel quotidiano, questa realtà tangibile, non una scienza astratta, quale la grafologia e le sue molteplici applicazioni.
Ultimamente ho avuto l’onore ed il piacere di aver rilasciato una intervista per una nota emittente radiofonica per parlare della professione del grafologo.
In pochi minuti, ho dovuto illustrare il compito che noi grafologi giudiziari siamo chiamati a svolgere, dare una definizione alla nostra professione. Continua a leggere