
Quest’anno “Grafologia Magazine” compie i suoi primi dieci anni di vita, tutto è iniziato appunto nel 2015 quando ho considerato la possibilità di avere, attraverso una testata giornalistica on- line, uno spazio che fosse in grado di coniugare la mia passione per la scrittura unitamente a quella della grafologia.
All’inizio di questo percorso più volte mi sono espressa con il termine “avventura editoriale”, non perché avessi scarsa fiducia nel progetto, anche perché sapevo che avrei potuto contare sulla collaborazione di “penna” di professionisti qualificati quali, Avvocati, Psicologi, colleghi Grafologi, e ciascun professionista ha fornito un contributo in base alle proprie competenze.
Un sostegno essenziale che riguarda una materia, appunto la grafologia, che suscita un grande interesse teorico ed una vasta richiesta pratica perché è una scienza importante, sia socialmente che giuridicamente, specifica per identificare gli autori delle scritture eseguite a mano, giacché ha come unico obiettivo l’identificazione del soggetto che ha redatto un manoscritto, pertanto finalità non descrittive come nella grafologia generale, bensì capace di identificare, attraverso una tecnica specifica l’autore di un manoscritto, con le dovute scritture e firme di comparazione.
La Grafologia Giudiziaria richiede necessariamente l’impiego contemporaneo di tutte le metodologie, ed è appunto il metodo grafologico da me utilizzato, che comprende l’intero panorama di tutti i metodi di indagine, che via via nel corso degli anni e della storia che riguarda la Grafologia Peritale hanno contribuito a dare maggiore valenza ad una perizia, da tenere ben presente che anche il sostegno della psicologia applicata alla scrittura è ormai è un contributo indispensabile per arrivare alla verità.
Ed è anche grazie a tutti coloro che mi hanno supportata in questi anni ed ancora oggi lo fanno, i miei cari “amici di penna”, che mi aiutano a portare avanti questo progetto, e non pensavo che avrei avuto così tanta approvazione sia dagli addetti ai lavori ma soprattutto dalle tante persone che non si occupano di queste tematiche, ma che mi seguono da molto tempo leggendo “Grafologia Magazine”.
Oggi a distanza di tanto tempo mi accorgo che dieci anni fa ho utilizzato un termine inesatto, che è molto di più di “un’avventura editoriale” per me, ma anche per i tanti che accettano, accolgono un consiglio e si conformano ad un suggerimento, è un vero e proprio cammino verso la consapevolezza che attraverso le mie esperienze professionali che racconto, mettendo a disposizione di chi legge, sia le problematiche ma anche la risoluzione ad un problema che riguarda tante famiglie.
In molti hanno la possibilità di riconoscersi nei miei articoli, e da lì nasce la condivisione, invero mi scrivono perché così si sentono meno soli, chiedendomi se vi sia la possibilità di trovare una soluzione per quanto concerne la difficile tematica dei lasciti testamentari.
Nei miei tanti articoli – che preferisco definire storie grafologiche – perché in questi anni mi sono sempre ispirata a fatti realmente accaduti, in qualità di Grafologa Giudiziaria, esperienze professionali che hanno lasciato un segno anche sotto il profilo umano, ho raccontato storie di vita vera, di famiglie che si sono disgregate a causa di una eredità, in conflitto da molto tempo e probabilmente lo saranno per tutta la vita.
Ho trattato pochi anni or sono un caso di una donna vittima di anonimo – grafia da parte del coniuge soltanto per vendetta, attraverso scritti diffamatori che fortunatamente sono riuscita a risolvere, ma anche di persone che si approfittano dei più fragili ma certamente abbienti, facendogli firmare deleghe o addirittura assegni per acquistare beni di lusso, testamenti olografi falsificati da figli oppure dal coniuge, come è accaduto ultimamente, insomma un panorama piuttosto variegato dove noi grafologi professionisti troviamo spazio per fare in modo che tutto vada nella giusta direzione.
Patrizia Belloni
Grafologa Giudiziaria e Giornalista
Specializzata in analisi e comparazione di testamenti olografi
www.patriziabelloni.it