{"id":92,"date":"2015-07-20T11:50:47","date_gmt":"2015-07-20T11:50:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=92"},"modified":"2015-07-20T12:17:31","modified_gmt":"2015-07-20T12:17:31","slug":"grafologia-e-pedagogia-lanalisi-del-disegno-della-figura-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=92","title":{"rendered":"Grafologia e pedagogia: l&#8217;analisi del disegno della figura umana"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Dopo aver affrontato l&#8217;argomento dello scarabocchio e dell&#8217;evoluzione del disegno,\u00a0 ci soffermiamo sull&#8217;analisi del disegno della figura umana quale indice psicopedagocico del bambino.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infatti, nel disegnare la figura umana il bambino rappresenta in maniera inconscia se stesso e questo ci informa su come percepisce il proprio schema corporeo e i desideri che l\u2019accompagnano, quindi l\u2019analisi deve cogliere sia gli aspetti generali della personalit\u00e0, sia alcune particolarit\u00e0 che possono aiutare a comprendere il perch\u00e9 del suo comportamento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La COLLOCAZIONE sul foglio segue la regola interpretativa del simbolismo spaziale, che assegna a ogni zona del foglio inteso come spazio-ambiente un significato specifico:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; la figura umana \u00e8 eseguita con buona collocazione nello spazio, ben proporzionata nelle forme: buon adattamento alla realt\u00e0 circostante, crescita ben equilibrata<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; il bambino disegna un omino piccolo, in fondo al foglio, con un tratto debole e tremolante: senso di inferiorit\u00e0, sottovalutazione di s\u00e9 rispetto ai coetanei;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; l\u2019assenza o la non corretta collocazione di alcuni organi o parti del corpo umano, le cancellature ricorrenti, le interruzioni del tratto, le evanescenze: insicurezza, poca stima e fiducia in se tesso;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La scelta di collocare il disegno nelle varie zone del foglio dipende dalle caratteristiche psicologiche di base e dallo stato emotivo-affettivo del momento in cui il bambino esegue il disegno: un disegno posto in alto a sinistra indica sia la tendenza di legarsi ai ricordi, sia la timidezza o l\u2019inibizione causata da esperienze negative. Chi preferisce usare la zona sinistra \u00e8 immediato nell\u2019espressione, partecipativo, fortemente legato alla madre; chi disegna a destra \u00e8 meno espansivo e ha tanta voglia di crescere. Per la suddivisione <i>verticale<\/i>, i bambini pi\u00f9 piccoli tendono ad usare la zona inferiore, perch\u00e9 li fa sentire pi\u00f9 sicuri e protetti, per passare poi verso i 3-4 anni a quella centrale che occupano tutta dopo i 6-7 anni.<\/p>\n<p>LA DIMENSIONE su un foglio formato standard 21&#215;29,7 va considerata dall\u2019apice della testa, compresi i capelli ed eventuale cappello, fino ai piedi ed \u00e8 direttamente correlata alla percezione di s\u00e9 del bambino:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">dimensione piccola: bassa autostima, timidezza, timore del confronto<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">dimensione grande (pi\u00f9 di met\u00e0 del foglio): sicurezza e fiducia in s\u00e9 , nei casi estremi, invadenza<\/p>\n<p>dimensione corretta (8-18 cm.): subisce variazioni con l\u2019et\u00e0 e presenta differenziazioni fra i sessi<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nei primi anni i maschi tendono a fare figure pi\u00f9 grandi delle bambine le quali aumentano progressivamente e in modo costante le dimensioni fino a disegnare figure pi\u00f9 grandi , nella pubert\u00e0, rispetto ai coetanei maschi, quando diventa forte il desiderio di piacere. La crescita delle dimensioni del disegno nei maschi presenta due momenti critici: verso i 5-6 anni e nella pubert\u00e0. Il primo si manifesta in concomitanza del passaggio dalla fase fallica al periodo di latenza e con la formazione del SuperEgo: ci\u00f2 comporta l\u2019evoluzione del processo di identificazione con una maggior consapevolezza di s\u00e9 e dei propri limiti. Il secondo momento critico avviene nell\u2019et\u00e0 puberale causato dalla paura di crescere e doversi staccare dalla madre e nel contempo dover rinunciare ai privilegi dell\u2019et\u00e0 infantile: si attua una sorta di regressione segnalata dalla diminuzione delle dimensioni della figura umana.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">LE PROPORZIONI riguardano il rapporto tra le varie parti fisiche del corpo nel suo insieme (occhi-viso, mani- braccia, tronco-gambe, ecc\u2026); la giusta proporzionalit\u00e0 viene acquisita nel tempo, con l\u2019evolversi della maturazione grafica che va di pari passo con la maturazione psicofisica. La capacit\u00e0 di eseguire figure umane con le giuste proporzioni viene fatta risalire ai 7 anni circa , quando il bambino acquisisce la capacit\u00e0 di osservare criticamente il proprio lavoro (realismo visivo per Luquet e stadio delle operazioni concrete per J. Piaget). Tuttavia quando le sproporzioni sono evidenti o addirittura eccessive, esse acquistano particolare significato anche in et\u00e0 precedente. Di particolare significato sono:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">la testa grande: bisogno nutritivo e di comunicazione, anche esibizionismo;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">la testa piccola: problemi connessi col nutrimento nelle prime fasi della vita;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">il collo lungo: necessit\u00e0 di esplorare, ma anche sogni e fantasticherie gratificanti;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">le braccia lunghe: bisogno di comunicare e di abbracciare, ma, se accompagnate da mani ad artiglio o con numerose dita o chiuse a pugno, denti molto evidenti, bocca marcata fortemente e rossa, possono essere segno sia di aggressivit\u00e0 mal controllata che subita;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">le braccia corte: timidezza, insicurezza, bisogno di rassicurazione;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">le mani grandi: bisogno di scambi affettivi, ma anche voglia di picchiare gli altri;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">le gambe lunghe: bisogno di stabilit\u00e0, se troppo lunghe indicano il desiderio di raggiungere una figura adulta che viene vissuta come \u2018modello\u2019;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">le gambe corte: indole pratica, tenuta fisica;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">gli occhi grandi: curiosit\u00e0 per le cose e per i sentimenti di chi gli sta intorno.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"JUSTIFY\">IL TRATTO GRAFICO<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">IL termine \u2018tratto\u2019 \u00e8 qui usato in senso grafologico; la gestione del tratto pu\u00f2 essere continua e fluida, oppure frammentata, il segno pu\u00f2 essere curvo o angoloso, leggero o appoggiato\u2026 Bisogna fare molta attenzione alla punta della matita, della penna o del pennarello usati e, possibilmente osservare pi\u00f9 disegni eseguiti in giorni diversi. Il tratto ci consente di cogliere alcuni aspetti costituzionali del bambino, oltre che a poter individuare la presenza di interferenze emotive di provenienza sia interna che esterna. Pi\u00f9 specificamente:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; tratto curvo: notevole capacit\u00e0 di adattamento a situazioni nuove, dipendenza dal consenso e dall\u2019approvazione dell\u2019ambiente circostante;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; tratto dritto: desiderio di far prevalere la propria volont\u00e0 e tenacia sull\u2019improvvisazione, maggior difficolt\u00e0 a manifestare i propri sentimenti, ma anche, in presenza di un\u2019angolosit\u00e0 accentuata, aggressivit\u00e0 e opposizione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Elisabetta Agnoloni<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver affrontato l&#8217;argomento dello scarabocchio e dell&#8217;evoluzione del disegno,\u00a0 ci soffermiamo sull&#8217;analisi del disegno della figura umana quale indice psicopedagocico del bambino. 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