{"id":670,"date":"2019-10-16T17:32:06","date_gmt":"2019-10-16T17:32:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=670"},"modified":"2019-10-18T07:10:53","modified_gmt":"2019-10-18T07:10:53","slug":"firme-di-fantasia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=670","title":{"rendered":"Firme di fantasia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una modalit\u00e0 finalizzata al disconoscimento della propria firma<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per portare a termine una perizia grafologica, che sia su un testamento olografo, quindi manoscritto, oppure su firme, non basta conoscere i singoli segni, le specie grafiche, ma si devono acquisire certezze attraverso la pratica, esercitare l\u2019occhio che permetter\u00e0 di cogliere i sintomi grafici, avere la giusta sensibilit\u00e0 per arrivare ad una conclusione ottimale, ovvero alla diagnosi esatta.\nSpesso, tali \u201csintomi\u201d, nascono dalle pi\u00f9 svariate combinazioni, saperle distinguere, l\u2019una dall\u2019altra, al fine di essere in grado di riconoscere quelle particolarit\u00e0 che emergono dalla falsificazione, non \u00e8 un compito semplice.\nCome di consueto, una breve premessa al riguardo. Infatti, il tema che voglio trattare in questo articolo &#8211; spero chiaro ed esaustivo &#8211; \u00e8 quello del disconoscimento delle firme.\nHo gi\u00e0 affrontato l\u2019argomento \u201cdisconoscimento\u201d tempo fa; ho parlato delle diverse modalit\u00e0, ovvero firmare in modo genuino, convinti di quello che si sta compiendo, lungi dal pensiero di doverle disconoscere un domani, quindi apposte consapevolmente.\nPoi, alle volte, la necessit\u00e0, un momento di difficile, l\u2019impossibilit\u00e0 oggettiva di onorare un impegno preso, spesso, conduce verso la strada pi\u00f9 semplice, apparentemente, quella del disconoscimento.\nIn questo caso un percorso in salita, una causa persa, dal momento che si devono produrre firme comparative su documenti certi e, ovviamente, se non c\u2019\u00e8 premeditazione, la firma sar\u00e0 pi\u00f9 o meno uguale. Quindi, in questo caso consiglio sempre di avvalersi del diritto di recesso ove previsto.\nPoi, c\u2019\u00e8 il caso di chi firma in modo diverso dal solito, intenzionalmente, in quanto gi\u00e0 prevede un disconoscimento futuro. Ovviamente ci si prepara psicologicamente, e la firma \u201cappare diversa\u201d, ma, come affermano i \u201cgrandi\u201d della perizia forense, \u201cnon esiste un falsario tanto bravo da riuscire a nascondere la propria natura, i gesti innati emergono sempre\u201d.\nPersonalmente non mi occupo spesso di questo argomento, \u00e8 assai spinoso e presenta delle difficolt\u00e0 non indifferenti, specialmente quando si tratta di firme cosiddette \u201cdi fantasia\u201d.\nOrmai, chi mi segue da tempo, sa che la mia modalit\u00e0 di comunicazione, \u00e8 quella di narrare esperienze professionali vissute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>LA &#8220;FIRMA DI FANTASIA&#8221;<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Febbre-Da-Cavallo-La-Mandrakata-film-stasera-in-tv.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-673 alignright\" src=\"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Febbre-Da-Cavallo-La-Mandrakata-film-stasera-in-tv-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Febbre-Da-Cavallo-La-Mandrakata-film-stasera-in-tv-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Febbre-Da-Cavallo-La-Mandrakata-film-stasera-in-tv.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sussiste quando lo scrivente ha firmato <strong><em>inventando<\/em><\/strong> uno stile grafico del tutto diverso, artificiale, quindi una maschera, che non corrisponde alla sua natura. T<strong><em>utto ci\u00f2 allo scopo premeditato di potere disconoscere la firma successivamente.<\/em><\/strong>\n<strong><em>Ovviamente tale strategia\u00a0 generalmente viene messa in atto da truffatori esperti (della serie &#8220;mandrakata&#8221;)<\/em> <\/strong>che infatti riescono a modificare la dimensione, la forma, la pressione, e tutte (o quasi) le caratteristiche principali del proprio gesto grafico.\nIl quesito che mi \u00e8 stato posto \u00e8: determinare se le svariate firme in calce, poste su documenti importanti, possono essere attribuite ad una persona, che per\u00f2 nega di esserne l\u2019autore.\nAll\u2019inizio, quando il soggetto in questione mi ha fornito le proprie firme su documenti certi (carta d\u2019identit\u00e0 e documento rilasciato dalla questura per il porto d\u2019armi) pensavo ad una totale trasparenza.\nSuccessivamente, quando mi ha inviato pi\u00f9 firme in verifica, una diversa dall\u2019altra, un campanello di allarme si \u00e8 acceso, ovviamente.\nLe firme inventate hanno tutte la stessa modalit\u00e0 di esecuzione, la dimensione delle lettere cambia rispetto a quella naturale. Quindi, se si scrive abitualmente \u201cpiccolo\u201d, nella firma di fantasia la dimensione delle lettere \u00e8 molto pi\u00f9 grande, viceversa se abitualmente si scrive \u201cgrande\u201d, la dimensione delle lettere sar\u00e0 molto pi\u00f9 piccola.\nSi riscontra sempre assenza di ritmo, ovvero la firma appare piatta, senza vita, immobile. Cambia, infatti, la velocit\u00e0, perch\u00e9 non \u00e8 scritta di getto. Verticale perch\u00e9 ci si concentra a camuffare. Ci sono tremori nel breve tracciato grafico, che denotano emotivit\u00e0. Tutto ci\u00f2 desta gi\u00e0 molti dubbi sull\u2019autenticit\u00e0, perch\u00e9 vergare il proprio nome e cognome \u00e8 il gesto grafico pi\u00f9 spontaneo e naturale in assoluto.\nQuando la firma \u00e8 autentica, questa si snoda con grande rapidit\u00e0 e scioltezza.\nUn altro elemento molto importante che mi ha condotto alla risoluzione del problema \u00e8 che, sempre queste persone, si concentrano sulle lettere maiuscole della propria firma. Il nome, ad esempio Mario, non \u00e8 assolutamente riconducibile alla persona in questione (dissimulatore), ma, nel cognome, ad esempio Rossi, si iniziano a notare dei segni di cedimento, ovvero, l\u2019attenzione diminuisce e, specialmente se ci sono le doppie, come in questo cognome di pura fantasia, emergono i famosi gesti tipo, fuggitivi, che fanno parte della spontaneit\u00e0 del soggetto, come ad esempio la modalit\u00e0 di \u201clegare\u201d le due esse.\nTutto ci\u00f2 non sfugge all\u2019occhio attento del grafologo, ma come ho accennato all\u2019inizio ci vuole \u201cmestiere\u201d, esperienza e dedizione, ma, soprattutto non farsi condizionare dai racconti, (spesso finalizzati a fuorviare) della persona che si rivolge al professionista.<\/p>\nPatrizia Belloni\nGrafologa giudiziaria\n\n<!-- \/wp:post-content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una modalit\u00e0 finalizzata al disconoscimento della propria firma Per portare a termine una perizia grafologica, che sia su un testamento olografo, quindi manoscritto, oppure su firme, non basta conoscere i singoli segni, le specie grafiche, ma si devono acquisire certezze attraverso la pratica, esercitare l\u2019occhio che permetter\u00e0 di cogliere i sintomi grafici, avere la giusta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[182,230,229,170,145,85,101],"class_list":["post-670","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-dissimulazione","tag-dissimulazione-firme","tag-firme-di-fantasia","tag-grafologia-forense","tag-grafologia-giudiziaria","tag-grafologia-magazine","tag-patrizia-belloni-grafologa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/670","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=670"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/670\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":679,"href":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/670\/revisions\/679"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}