{"id":575,"date":"2018-06-09T11:34:26","date_gmt":"2018-06-09T11:34:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=575"},"modified":"2018-10-06T07:16:55","modified_gmt":"2018-10-06T07:16:55","slug":"grafologia-magazine-compie-tre-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=575","title":{"rendered":"Grafologia magazine compie tre anni"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong>A cura di Patrizia Belloni<\/strong><br \/>\n<strong><strong>Direttrice Grafologia Magazine &#8211; Grafologa giudiziaria<\/strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E\u2019 un tempo molto importante, i primi tre anni sono fondamentali, nella formazione del carattere, di ciascun essere umano, secondo il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, ma anche per elaborare un lutto, per ricominciare dopo una delusione\u2026tre anni.<br \/>\nConsidero questa testata giornalistica, on-line, la mia creatura.<br \/>\nNata dopo una mia esperienza giornalistica \u201ccartacea\u201d, durata un decennio, e dal momento che siamo nell\u2019era del digitale, ed internet \u00e8 un mezzo veloce e mirato, ho scelto di farne parte con questo progetto editoriale, stare al passo con i tempi, io la considero una evoluzione, non il contrario.<!--more--><br \/>\nE\u2019 una testata giornalistica a tutti gli effetti e vi si pu\u00f2 accedere gratuitamente, e sono tanti gli articoli scritti da professionisti, psicologi, neurologi, docenti universitari, avvocati, che ognuno, dal punto di vista delle proprie esperienze e competenze, contribuisce alla crescita di grafologia magazine.<br \/>\nOvviamente, quando ci si mette in gioco, pro e contro, come accade in tutto ci\u00f2 che fa parte della vita, nella quotidianit\u00e0 di ciascuno di noi, dalle pi\u00f9 svariate situazioni si traggono benefici ma anche svantaggi.<br \/>\n<strong><em>Il beneficio pi\u00f9 importante, per me, \u00e8 riuscire a comunicare con tanta gente, la pi\u00f9 variegata.<\/em><\/strong><br \/>\nOggi, dopo tre anni di lavoro, da parte di tutti noi, anche dei vari professionisti che si sono alternati, ed altri che contribuiranno in seguito, i miei amici \u201cdi penna\u201d, grafologia magazine \u00e8 una certezza, anche per le tantissime persone che la seguono, mi scrivono, che ringrazio per l\u2019affetto e la stima riposta.<br \/>\n<strong><em>Oggi grafologia magazine, ha il proprio carattere, indipendente, schietto e sincero.<\/em><\/strong><br \/>\nGran parte degli articoli che ho scritto sono storie vere, esperienze di vita vissuta, tante perizie svolte sia su testamenti olografi che su firme, anche scritti anonimi\u2026 insomma esperienze, non soltanto professionali.<br \/>\nE\u2019 un percorso molto importante, che mi permette di imparare attraverso le storie di vita altrui, e di esplorare e comprendere attraverso una ricerca continua, uno studio approfondito, le tracce della scrittura, di chi ha ritenuto lasciarle.<br \/>\nPenso ovviamente alle tante perizie svolte sui testamenti scritti di pugno di persone molto anziane, oppure con un basso livello culturale, piuttosto che il contrario.<br \/>\nE\u2019 soltanto attraverso la mia conoscenza anche, della grafologia generale, e poi peritale, se oggi sono in grado di tracciare il profilo psicologico del testatore, un grande aiuto, i cosiddetti indizi extragrafici, con l\u2019ausilio ovviamente, di tante scritture fornite dai familiari del defunto, ma contestualmente, ho l\u2019opportunit\u00e0 di conoscere veramente a fondo una persona, i suoi pensieri e i propri sentimenti.<br \/>\n<strong><em>Posso capire, fino in fondo il motivo di una scelta, piuttosto che un\u2019altra.<\/em><\/strong><br \/>\nNella maggior parte dei casi, fortunatamente, la persona era lucida e consapevole di aver compiuto un libero atto di volont\u00e0, e tra le varie possibilit\u00e0, di aver scelto quella pi\u00f9 \u201cgiusta\u201d.<br \/>\nPurtroppo non sempre queste scelte sono condivise dai propri familiari, quelli ovviamente che hanno ricevuto meno, ed allora tante domande, ma, si deve prendere atto che non si torna indietro, e che l\u2019accanimento \u201ctout court\u201d non porta nulla di buono.<br \/>\nRispettare le ultime volont\u00e0 di un familiare, se sono autentiche, maturate volontariamente e non indotte, \u00e8 un atto di grande affetto, anche se a volte capisco che pu\u00f2 essere difficile accettarle.<br \/>\nCome ad esempio, di un testamento olografo, che mi \u00e8 stato chiesto di analizzare qualche giorno fa, da un signore che non accetta la decisione del proprio padre.<br \/>\nMi ha fornito molti scritti originali, addirittura un diario giornaliero che il de cuius aveva, dove annotava anche la minima cosa, ora e giorno delle visite mediche, ma anche i propri pensieri, il grande affetto che aveva per i suoi familiari, la tristezza che aveva provato quando, proprio questo figlio era partito per il servizio di leva.<br \/>\nPurtroppo, il testamento \u00e8 risultato essere autentico, ed \u00e8 stato piuttosto difficile comunicarlo all\u2019interessato, quindi, tante domande, ma, alle quali io non ho ritenuto opportuno dare una risposta.<br \/>\nE\u2019 ovvio che se un genitore arriva ad una decisione cos\u00ec importante, definitiva, a meno che in quel momento non sia fuori di testa, cosa che non \u00e8 in questo caso specifico, forse alcune domande se le dovrebbe porre il figlio.<br \/>\n<strong><em>In molti casi, invece<\/em><\/strong> ci sono persone che vogliono camuffare la propria identit\u00e0, come nel caso di dissimulazione di firma, ad esempio su fidejussione bancaria, premeditata ovviamente, oppure volere a tutti i costi tentare di disconoscere la propria firma, magari apposta senza premeditazione.<br \/>\nHo trattato alcuni casi di anonimografia, ovvero, persone che hanno ricevuto lettere anonime, ma anche di semplici, brevi bigliettini, e questo non \u00e8 certamente indice di astuzia ma di vilt\u00e0, di debolezza dell\u2019autore dello scritto.<br \/>\nLe tecniche con cui si scrivono missive anonime sono svariate, a volte vengono scritte con la mano sinistra al posto della destra o viceversa, spesso si usa un righello oppure un normografo, alle volte si ricorre all\u2019anonimografia di carattere psicologico, ovvero, per cercare di depistare il grafologo si ricorre a stratagemmi particolari, ad esempio camuffare il proprio livello culturale, compiendo volontariamente errori di ortografia, oppure adottare un linguaggio solitamente di livello pi\u00f9 basso, a volte di diversa etnia.<br \/>\nRicevo molte lettere, da parte di donne, a volte di adolescenti, vittime di scritti anonimi, che si rivolgono ad un esperto con la speranza di poter risolvere il proprio problema.<br \/>\nPurtroppo non sempre \u00e8 possibile dare una risposta positiva alle loro domande, dalla scrittura non si pu\u00f2 capire il sesso dello scrivente, richiesta pi\u00f9 \u201cgettonata\u201d, tantomeno l\u2019et\u00e0, questi sono i limiti della grafologia, come del resto, in qualsiasi scienza umana.<br \/>\nPer molti individui, scrivere ed inviare lettere anonime, \u00e8 quasi un lavoro, un\u2019attivit\u00e0 a tutti gli effetti per potersi liberare temporaneamente, delle proprie frustrazioni, infliggendole ad altri.<br \/>\nL\u2019 anonimografia \u00e8 certamente l\u2019espressione di un disturbo, se la lettera anonima \u00e8 diffamatoria, si ha un disturbo del pensiero, invece, nei rapporti interpersonali, chi adotta uno scritto anonimo, in tutte le forme, sia olografo che attraverso computer, \u00e8 una persona con un doppio disturbo, oltre a quello del pensiero, c\u2019\u00e8 quello dell\u2019affettivit\u00e0.<br \/>\nLettere anonime o \u201canonimografie\u201d sono spesso scritti da persone non propriamente normali, per cui lo studio della grafopatologia sar\u00e0 senza dubbio utile ai fini dell\u2019individuazione di un autore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Patrizia Belloni Direttrice Grafologia Magazine &#8211; Grafologa giudiziaria E\u2019 un tempo molto importante, i primi tre anni sono fondamentali, nella formazione del carattere, di ciascun essere umano, secondo il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, ma anche per elaborare un lutto, per ricominciare dopo una delusione\u2026tre anni. 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