{"id":542,"date":"2018-03-20T19:38:10","date_gmt":"2018-03-20T19:38:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=542"},"modified":"2018-10-06T07:15:59","modified_gmt":"2018-10-06T07:15:59","slug":"vantaggi-del-testamento-olografo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=542","title":{"rendered":"VANTAGGI DEL TESTAMENTO OLOGRAFO"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong>A cura di Patrizia Belloni<\/strong><br \/>\n<strong><strong>Grafologa giudiziaria<\/strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/scrittura.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-547 alignleft\" src=\"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/scrittura-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Uno dei principi fondamentali, quando si osserva un testamento olografo, \u00e8 non farsi condizionare, n\u00e9 dalla eccessiva brevit\u00e0 del testo, che non sempre \u00e8 sinonimo di falso, n\u00e9 da quello prolisso, troppo particolareggiato, che spesso non \u00e8 garanzia di autenticit\u00e0.<br \/>\nIn entrambi i casi, si deve procedere con molta cautela, sgombrare la mente da qualsiasi pregiudizio di genere ed attenersi esclusivamente alle prove certe, ovvero scritture e firme di comparazione, il pi\u00f9 possibile coeve alla data del testamento, e procedere con il confronto sulla scrittura da esaminare, mettendo sul piatto della bilancia divergenze e conformit\u00e0.<!--more--><br \/>\nSe, da un lato, il testamento olografo \u00e8 preferito dal testatore anche da un punto di vista psicologico, per la possibilit\u00e0 che ha di poterlo correggere, rifare, aggiornare, lo \u00e8 anche al grafologo, in quanto ha l\u2019attuabilit\u00e0, di poter effettuare, attraverso la grafia, una anamnesi del de cuius.<br \/>\nSono numerose le \u201cinformazioni\u201d che si possono ricavare dalla scrittura, attraverso un profilo psicologico, che si pu\u00f2 elaborare, quando si analizza un testamento scritto di proprio pugno dal testatore.<br \/>\nRisultano molteplici gli aspetti che esulano dalla perizia sulla scrittura vera e propria, soltanto da un punto di vista tecnico, quindi, oltre a prendere in considerazione i generi della scrittura, la forma, la dimensione, ecc., ci si avvale anche di quegli elementi extragrafici, che si rivelano, a volte, fondamentali per integrare l\u2019analisi grafotecnica di un testamento.<br \/>\nInfatti sono quelle componenti, che aiutano ad evidenziare le peculiarit\u00e0 di un individuo, ovvero il carattere, la mentalit\u00e0, la sensibilit\u00e0, il livello culturale, non da meno il modo di approcciarsi con l\u2019altro, ma che fanno parte proprio di quella persona, appunto individuali.<br \/>\nRecentemente ho svolto una perizia su un testamento olografo molto particolare.<br \/>\nSoltanto due righe, uno scritto breve, lapidario ed asettico, non vi era alcun segno di emozione, alcun coinvolgimento, che traspare di solito, attraverso la grafia, quando il testamento olografo \u00e8 autentico.<br \/>\nScrivere il proprio testamento \u00e8 un momento molto delicato, significa stare in raccoglimento con se stessi, ed in pochi attimi, mentre si scrivono le ultime volont\u00e0, i ricordi scorrono veloci, si pensa alle persone care, ai figli, al compagno magari di una vita ed \u00e8 proprio per questo motivo che dalla scrittura emerge lo stato d\u2019animo di quel preciso momento, che non sar\u00e0 sicuramente distaccato.<br \/>\nChi scrive un testamento olografo, solitamente tende ad essere molto chiaro circa le proprie volont\u00e0, alle volte la dimensione delle lettere aumenta, la grafia\u00a0 \u00e8 pi\u00f9 chiara e leggibile, proprio per il timore di non essere capiti, ma lo stile ovviamente non cambia.<br \/>\nIl testatore chiarisce anche il pi\u00f9 piccolo dettaglio, e se in vita \u00e8 stata una persona con una precisione ineccepibile, radicata ai propri schemi mentali, quando scrive il \u201csuo\u201d testamento lo \u00e8 maggiormente.<br \/>\nIn questa occasione, sono stata agevolata dai numerosi scritti che mi sono stati forniti dai familiari del \u201cde cuius\u201d, gli originali di tante situazioni, dalla denuncia di smarrimento di alcuni documenti, alla lettera che aveva scritto per ricordare un evento particolare, il compleanno di suo fratello, una bella giornata, trascorsa all\u2019aria aperta, una gita con tutta la famiglia, un racconto dettagliato dove traspariva affetto e coinvolgimento.<br \/>\nEra una persona che amava scrivere, una grafia molto evoluta dal modello scolastico, e ci\u00f2 si nota anche da come vengono legate le lettere, chi \u00e8 abituato a scrivere tende a velocizzare il gesto grafico effettuando delle \u201cricombinazioni\u201d, ovvero delle ricostruzioni grafiche molto particolari.<br \/>\nInoltre svolgeva una professione piuttosto importante, ogni giorno a stretto contatto con avvocati e magistrati, per svariati anni, persona precisa e formale, abituata a descrivere, chiarificare ogni minimo dettaglio.<br \/>\nIn quel caso ho avuto la possibilit\u00e0 di avvalermi anche delle valutazioni extragrafiche e di conoscere a fondo\u00a0 la persona attraverso le sue lunghe lettere, la sua profonda cultura.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le\u00a0 scritture comparative, in quel caso, denotavano l&#8217;altruismo dello scrivente e, non per ultimo, l\u2019affetto sincero che nutriva per la propria famiglia.<br \/>\nAver riscontrato, nel testamento in verifica, anche un livello ortografico notevolmente divergente dall\u2019abituale modo di scrivere che la persona aveva, persino la firma, incerta e stentata, quando si scrive il proprio nome e cognome, il ductus, appare sempre agile e flessuoso, apporre la propria firma, \u00e8 un gesto naturale per eccellenza, perch\u00e9 fa parte della esclusiva natura di chi la scrive.<br \/>\nLa conclusione, purtroppo, \u00e8 stata quella di falso, un tentativo di imitazione mal riuscito.<br \/>\nNel momento in cui un soggetto con una scrittura elementare, non evoluta dal modello scolastico, con scarsa capacit\u00e0 grafomotoria, penalizzata a volte anche dal tipo di professione svolta, (per esempio di chi svolge un lavoro prettamente manuale) prova ad imitarne una molto evoluta, il tentativo fallisce<strong>.<\/strong><br \/>\nPer questo, quando si falsifica un documento, in questo caso un testamento olografo, si tende a scrivere molto poco.<br \/>\nQuando si prova ad imitare la scrittura di un\u2019altra persona, c\u2019\u00e8 un impegno psicomotorio non indifferente, ed \u00e8 per questo motivo che la scrittura non risulta naturale, n\u00e9 spontanea, perch\u00e9 ci si concentra molto per effettuare l\u2019imitazione, il grado di tensione del braccio e dalla mano aumentano notevolmente, e quindi avremo una scrittura \u201cimmobile\u201d.<br \/>\nUno dei tanti vantaggi ad avere scritti originali, del \u201cde cuius\u201d il pi\u00f9 possibile coevi alla data del testamento, \u00e8 proprio quello di poter valutare meglio, anche la pressione ed il tratto, che sono inimitabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Patrizia Belloni Grafologa giudiziaria Uno dei principi fondamentali, quando si osserva un testamento olografo, \u00e8 non farsi condizionare, n\u00e9 dalla eccessiva brevit\u00e0 del testo, che non sempre \u00e8 sinonimo di falso, n\u00e9 da quello prolisso, troppo particolareggiato, che spesso non \u00e8 garanzia di autenticit\u00e0. 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