{"id":533,"date":"2018-01-24T19:36:53","date_gmt":"2018-01-24T19:36:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=533"},"modified":"2018-10-06T07:17:03","modified_gmt":"2018-10-06T07:17:03","slug":"la-disgrafia-quale-anomalia-dello-sviluppo-della-scrittura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=533","title":{"rendered":"La disgrafia quale anomalia dello sviluppo della scrittura"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong><br \/>\nLa disgrafia \u00e8 un\u2019anomalia dello sviluppo della scrittura<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sono molteplici le difficolt\u00e0 che si trova ad affrontare un bambino disgrafico, a causa della problematicit\u00e0 nel coordinare il gesto corsivo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo significa che l\u2019organizzazione di un testo, ovvero come viene disposto il tracciato grafico sul foglio, quindi la distanza tra le parole, tra un rigo e l\u2019altro, i margini, sono appunto anomali, il risultato sar\u00e0 un insieme caotico, discordante.<br \/>\nUn bambino disgrafico trova difficoltoso anche incolonnare i numeri per eseguire addizioni, moltiplicazioni, ecc, oppure colorare un disegno, non riesce a gestire il colore all\u2019interno del margine.<br \/>\n<strong>La disgrafia pu\u00f2 essere causata da molteplici fattori, che possono essere definiti concause<\/strong>.<!--more--><br \/>\nDa non sottovalutare i disturbi dovuti alla motricit\u00e0, la difficolt\u00e0 di orientamento, di organizzazione spaziale, difficolt\u00e0 psico-affettive, fattore genetico.<br \/>\nLe cause soggettive, ovvero quelle che dipendono dal bambino, possono essere le stesse appena elencate, che purtroppo a volte, si combinano, si sommano, con la mancanza di qualit\u00e0 e l\u2019insufficienza di stimoli scolastici, sin dai primi momenti, importantissimi, dell\u2019apprendimento grafico.<br \/>\nSovente, anche i frequenti cambiamenti degli insegnanti pu\u00f2 essere un intralcio all\u2019acquisizione dei corretti meccanismi di scrittura del bambino.<br \/>\nNella odierna societ\u00e0, agli alunni, sin dalla prima classe di scuola elementare, viene insegnato a scrivere in stampatello, su foglio a quadretti molto grandi, dove le lettere sono tutte della stessa dimensione, ossia enorme.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 distinzione tra lettera maiuscola e minuscola, non viene spiegato ai bambini l\u2019importanza dello spazio, la parte bianca, che deve intercorrere tra una parola e l\u2019altra, per una pi\u00f9 facile lettura del testo, non soltanto per gli insegnanti, ma anche del bambino che scrive.<br \/>\nPi\u00f9 di una volta mi \u00e8 capitato di assistere a scene drammatiche, dove l\u2019alunno non riusciva a decifrare la sua stessa scrittura.<br \/>\nRispettare i margini, che ormai non ci sono pi\u00f9, dal momento che far scrivere su fogli a quadrettoni significa riempire in modo esagerato, tutto lo spazio.<br \/>\nLa ripartizione spaziale \u00e8 molto importante, vuol dire insegnare come gestire il foglio, in armonia.<br \/>\nHo visto il quaderno di una bambina di seconda elementare, per motivi di lavoro, e sono rimasta basita.<br \/>\n<strong><em>\u201cLa maestra ci ha detto che dobbiamo mettere un puntino tra una parola e l\u2019altra, per poterci capire qualcosa quando legge i nostri pensierini\u201d<\/em><\/strong><br \/>\nCos\u00ec si prosegue fino alla terza elementare, e poi ci si stupisce se, alle classi successive, questi alunni incontrano non poche difficolt\u00e0.<br \/>\nDi contro, mi sento di affermare che anche la famiglia non \u00e8 esente da responsabilit\u00e0.<br \/>\n<strong><em>In quanto, ci sono tre gradi di disgrafia, lieve, media, grave.<\/em><\/strong><br \/>\nSe \u00e8 vero che una eventuale disgrafia viene \u201criconosciuta dagli insegnanti verso gli otto, nove anni, un genitore pu\u00f2 tranquillamente scoprire nel proprio bambino questo disagio molto tempo prima, gi\u00e0 verso i quattro, cinque anni.<br \/>\nSe al posto di IPad, tablet, e smartphone di ultima generazione, di uso molto frequente, anche nei bimbi molto piccoli, ci fosse un \u201critorno\u201d dei vecchi album con figure da colorare, dapprima piuttosto grandi, poi via via che il bambino acquista la giusta motricit\u00e0 sempre pi\u00f9 piccole, sicuramente ci si accorgerebbe molto prima della difficolt\u00e0 del proprio figlio.<br \/>\nPer non parlare dei puzzle da comporre con i personaggi dei cartoni animati che preferisce, oppure le costruzioni, tanti mattoncini colorati che, con la giusta fantasia si trasformeranno in tutto ci\u00f2 che il piccolo costruttore vorr\u00e0.<br \/>\nRitagliare delle figure, con forbici adatte come grandezza alla sua mano, con la punta arrotondata, vicino ad un adulto, che sia un genitore, un nonno o baby sitter, e poi incollarle su un grande cartellone colorato, magari per raffigurare un bioparco, piuttosto che un carnevale con tante maschere.<br \/>\nRiuscire a stimolare la fantasia del proprio bambino, risvegliare l\u2019artista che alberga in lui, \u00e8 di grande importanza per la sua crescita psicomotoria.<br \/>\nQueste sono tutte attivit\u00e0 molto creative, possono sembrare anacronistiche, nell\u2019era del digitale, ma \u00e8 attraverso questi passatempi, che il bambino si abitua alla gestione del proprio corpo, soprattutto delle mani, ed allo stesso tempo offre al genitore, spesso alla mamma di \u201ccapire\u201d, anzitempo, se il proprio bambino, riesce o no a svolgere queste attivit\u00e0.<br \/>\nOltre a ci\u00f2, scoprire, inoltre, la difficolt\u00e0 a gestire un paio di piccole forbici, parliamo di una et\u00e0 compresa tra i cinque, sei anni, allora, anche in questo caso, potrebbe essere un primo campanello di allarme.<br \/>\nPoi saranno ovviamente gli esperti a fare una diagnosi.<br \/>\nLa disgrafia \u00e8 annoverata tra i disturbi specifici dell\u2019apprendimento (\u201cDSA\u201d) di cui alla legge 8 ottobre 2010 n. 170 che all\u2019art. 1 dispone quanto segue: <em>\u201cLa presente legge riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati \u00abDSA\u00bb, che si manifestano in presenza di capacit\u00e0 cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attivit\u00e0 della vita quotidiana\u201d. <\/em>Nella predetta legge \u00e8 contenuta una definizione della disgrafia quale \u201cdisturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficolt\u00e0 nella realizzazione grafica.\u201d<br \/>\nAppare utile evidenziare che la Legge 170\/2010 prevede delle misure compensative e dispensative in favore dei soggetti affetti da disturbi specifici dell\u2019apprendimento come la disgrafia sicch\u00e9 le scuole devono prevedere dei piani di studio personalizzati, c.d. \u201cPDP\u201d.<br \/>\nInoltre, nella valutazione scolastica i docenti debbono tenere conto della presenza di disturbi specifici dell\u2019apprendimento.<br \/>\n<strong>La posizione di fragilit\u00e0 degli studenti affetti da \u201cDSA\u201d trova, quindi, tutela legale.<\/strong> Pertanto, qualora vi siano degli istituti scolastici che non diano attuazione alla Legge 170\/2010 \u00e8 possibile adire la competente autorit\u00e0 giudiziaria.<br \/>\nIn sintesi, la disgrafia deve essere considerata quale possibile disturbo dell\u2019apprendimento, individuabile con l\u2019ausilio di grafologi, pedagogisti, psicologi e psicoterapeuti nonch\u00e9 con la collaborazione dei docenti.<br \/>\nIndividuata la problematica con l\u2019ausilio degli esperti sar\u00e0 possibile aiutare e tutelare coloro che la devono affrontare quotidianamente.<\/p>\n<p><em><strong>Patrizia Belloni \u2013 Grafologa<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Gabriele Colasanti &#8211; Avvocato<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La disgrafia \u00e8 un\u2019anomalia 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