{"id":487,"date":"2017-07-24T10:48:45","date_gmt":"2017-07-24T10:48:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=487"},"modified":"2017-07-24T10:56:49","modified_gmt":"2017-07-24T10:56:49","slug":"considerazioni-sul-disconoscimento-della-firma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=487","title":{"rendered":"Considerazioni sul disconoscimento della firma"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong><em>A cura di Patrizia Belloni<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019 autenticit\u00e0 non dipende dalla sola affermazione dell\u2019autore.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\nIl quesito pi\u00f9 ricorrente che viene posto al grafologo giudiziario, \u00e8 quello di accertare l\u2019autografia o l\u2019apocrifia di una firma, che essa sia stata apposta su un assegno, oppure su un contratto di qualsiasi genere, piuttosto che su un testamento.<br \/>\nIl secondo quesito, \u00e8 che la vittima del presunto raggiro vuole sapere l\u2019identit\u00e0 del falsario.<br \/>\nSe insorgono dei sospetti su una persona specifica, allora, in quel caso, il consiglio \u00e8 di reperire pi\u00f9 scritti possibili, firme su documenti ecc\u2026 al fine di poter effettuare delle comparazioni.<br \/>\nLo psicologo e grafologo M. Pulver, in \u201c<em>Le simbolysme de l\u2019ecriture<\/em>\u201d, sostiene che <em>\u201c la forma del linguaggio grafico non dipende principalmente dalla mano, ma da quelle parti corticali del cervello da cui partono gli impulsi motori che guidano il movimento\u201d.<\/em><br \/>\nTutto ci\u00f2 rende quella firma \u201cunica\u201d, nonostante non si possa sottovalutare il <strong><em>range <\/em><\/strong>di variabilit\u00e0 grafica insito in ogni scrittura, infatti a volte basta davvero poco per far in modo che appaia con qualche piccola variazione.<br \/>\nUna posizione scomoda del nostro corpo, ad esempio se firmiamo stando in piedi, oppure su un supporto cartaceo ruvido oppure abraso, addirittura uno stato d\u2019animo particolare possono fare in modo di modificare la scrittura.<br \/>\nMa questo, contribuisce soltanto in modo superficiale, esteriore, a modificare la scrittura o firma, infatti il compito del grafologo giudiziario, \u00e8 proprio quello di capire la vera essenza dello scrivente, in modo da poter interpretare nel miglior modo possibile la scrittura.<br \/>\nIl primo elemento da considerare, \u00e8 il metodo con il quale la persona conduce il percorso grafico, elemento innato, del tutto caratteristico, che si pu\u00f2 riconoscere anche in caso di disturbi senili oppure di natura nervosa.<br \/>\nPressione e tratto, come gi\u00e0 ricordato, sono elementi imprescindibili dal nostro essere, impostazione e presa di possesso dello spazio, ovvero il modo di \u201cdistribuire\u201d il nome e cognome sul foglio e lo spazio che intercorre tra di loro.<br \/>\nQuesti sono gli elementi pi\u00f9 importanti da valutare quando ci troviamo ad analizzare una firma, fanno parte degli otto generi della scrittura e non possiamo non prenderli in considerazione anche quando\u2026<strong><em>si rivolge al grafologo giudiziario<\/em><\/strong> una persona che intende disconoscere la propria firma, dice di essere vittima di un raggiro, ma\u2026 guardandola e facendo un confronto con le altre firme, apposte su patente, carta d\u2019identit\u00e0 mi accorgo che la firma oggetto di perizia \u00e8 totalmente compatibile con le altre.<br \/>\nUgualmente e paradossalmente apposta nella pi\u00f9 totale buona fede nel momento in cui l\u2019ha vergata su un contratto, quindi del tutto spontanea, libera da condizionamenti, ben disposta dal punto di vista psicologico, insomma un movimento \u201cben guidato\u201d.<br \/>\nSalvo poi pentirsi successivamente, non prendere in considerazione il diritto di recesso, sovente previsto dalla legge, e credere che la cosa pi\u00f9 intelligente da fare sia quella di asserire che la firma non \u00e8 autografa.<br \/>\nIl disconoscimento della propria firma, quando nel caso specifico \u00e8 stata apposta nella pi\u00f9 totale buona fede, \u00e8 una battaglia persa, se il gesto grafico \u00e8 spontaneo, quindi volontario, scevro da condizionamenti ed inibizioni, perch\u00e9 in quel preciso istante apporre \u201cquella\u201d firma sul contratto in questione era ci\u00f2 che la persona voleva e desiderava fare.<br \/>\nAltra cosa, \u00e8 quando si firma in modo diverso, tentando di cambiare quegli elementi caratteristici del proprio gesto grafico, premeditando di disconoscerla in seguito.<br \/>\nIn questo caso, una mente gi\u00e0 \u201cpreparata\u201d a guidare la propria mano in modo differente dal solito, pu\u00f2 fare insorgere in un primo momento dei dubbi al grafologo.<br \/>\nMa una firma falsa pu\u00f2 essere facilmente riconoscibile, spesso anche a vista d\u2019occhio, senza avere bisogno di usare chiss\u00e0 quale strumentazione, se mancano i due requisiti fondamentali, ovvero: naturalezza \u2013 spontaneit\u00e0, dal momento che i due termini in perizia grafologica non sono sinonimi.<br \/>\nCome citano Ottolenghi e Silveri sul libro \u201cteoria e pratica del diritto\u201d di Bruno Vettorazzo<em>: \u201cSolo dopo constatata la naturalezza-spontaneit\u00e0 (credibilit\u00e0) dello scritto o firma si passa al confronto, perch\u00e9 la credibilit\u00e0 equivale a naturalezza e spontaneit\u00e0 ma non ancora ad autenticit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.patriziabelloni.it\/\">www.patriziabelloni.it<\/a><\/p>\n<p>info@patriziabelloni.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Patrizia Belloni L\u2019 autenticit\u00e0 non dipende dalla sola affermazione dell\u2019autore. 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