{"id":440,"date":"2017-04-22T16:54:06","date_gmt":"2017-04-22T16:54:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=440"},"modified":"2017-04-22T17:10:00","modified_gmt":"2017-04-22T17:10:00","slug":"dalla-parte-della-grafologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=440","title":{"rendered":"Dalla parte della grafologia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Sono trascorsi moltissimi anni dalla sua nascita, molti studiosi da svariate parti del mondo si sono dedicati a questa materia, attraverso la ricerca.<br \/>\nBasti pensare alla Francia, ancora oggi considerata la \u201cculla\u201d della grafologia a livello mondiale.<br \/>\nFu proprio Jean Hippolyte Michon, il fondatore storico della grafologia, ad elaborare un sistema al fine di classificare i segni grafici abbinandoli ad un determinato significato caratteriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Proprio a Michon si deve il merito di aver coniato il termine grafologia, e nel 1871 fond\u00f2 la nota rivista \u201cLa Graphologie\u201d che ancora oggi viene pubblicata.<br \/>\nNel XIX secolo anche scrittori e poeti del calibro di Goethe affermavano che: <em>\u201cNon esiste alcun dubbio che la scrittura abbia rapporto con il carattere e l\u2019intelligenza.\u201d<\/em><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ed ancora, in Germania lo psichiatra Meyer ed il fisiologo Preyer con i loro primi esperimenti su alcuni scritti eseguiti con mano destra, sinistra, piedi e bocca.<br \/>\nSono molti i nomi illustri da poter elencare, ma sarebbe veramente troppo lungo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ho fatto questo preambolo, per affermare che nonostante tutto ci\u00f2, a tutt\u2019oggi non \u00e8 del tutto scomparsa l\u2019errata convinzione, di cui la grafologia \u00e8 stata vittima sin dalla sua nascita, ovvero che attraverso essa si possa sapere tutto, ma proprio tutto dell\u2019essere umano.<br \/>\nCome qualsiasi scienza umana anche la grafologia ha i suoi limiti, una buona dose di umilt\u00e0 da parte del professionista, dovrebbe, uso il condizionale perch\u00e9 non sempre \u00e8 cos\u00ec, fare in modo che non si invadano altri campi, come quello della medicina o psichiatria.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In grafologia come nella vita quando si ha a che fare con l\u2019animo umano nulla si pu\u00f2 dare per scontato, ma purtroppo con grande rammarico devo ammettere che, anche in questa professione ci sono i cosiddetti sedicenti \u201cscienziati\u201d, che pur di apparire, attraverso interviste televisive, ma anche in rete, purtroppo, fanno circolare delle informazioni errate che disorientano l\u2019utente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Alcuni si fregiano di poteri che non abbiamo come grafologi, e ci\u00f2 a scapito della categoria stessa, danneggiando il professionista \u201cserio\u201d, che non genera inutili aspettative, creando false illusioni.<br \/>\nQuando si analizza una scrittura piuttosto che una firma, dobbiamo tenere conto che non si tratta di una macchia d\u2019inchiostro sul foglio, considerare che v\u2019\u00e8 una mano a guidare la penna, e questa appartiene ad un essere umano, con una mente ed un\u2019anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ognuno di noi non \u00e8 uguale ad un altro, ci\u00f2 vale anche per la scrittura, mezzo di comunicazione indispensabile per conoscersi e farsi riconoscere.<br \/>\nDalla scrittura non si pu\u00f2 assolutamente capire l\u2019et\u00e0 dello scrivente, n\u00e9 l\u2019orientamento sessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Detto ci\u00f2 per rispondere al quesito della Sig. Luisa C. di Roma che voleva sapere attraverso la scrittura l\u2019orientamento sessuale del proprio figlio.<br \/>\nAnche al Sig. A.D che mi ha scritto pochi giorni or sono, ho dovuto comunicargli la \u201ctriste\u201d notizia, ovvero che dalla scrittura non si capisce l\u2019et\u00e0 del soggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Non sempre con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0 la scrittura si modifica, ovvero subisce una involuzione se parliamo di anziani, molti di essi rimangono coerenti al loro stile grafico fino alla fine, mentre ci sono giovani, i cosiddetti adultescenti, che non si evolvono dal punto di vista grafico, non si affrancano dal modello scolastico, una coperta di \u201cLinus\u201d che li accompagna molto spesso anche fino alla vecchiaia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A tal proposito vi mostro due scritture che secondo me possono valere pi\u00f9 di tante parole.<\/p>\n<div id=\"attachment_439\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/20170422_184315-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" 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persone di colore, se ne sentono veramente di ogni!<br \/>\nHo avuto modo nel corso di questi anni, e lo sto ancora facendo, di analizzare parecchie scritture, anche quelle di persone anziane, ultra ottantenni, inclusa quella di mio padre, e posso assicurarvi che in molti casi, non ho trovato alcun segno grafico o tremori che possano far pensare ad una persona cos\u00ec avanti con gli anni.<br \/>\nInfatti i \u201cdotti\u201d o saccenti danno per scontato che la persona anziana, debba necessariamente avere un certo tipo di scrittura, non \u00e8 sempre cos\u00ec, entrano in gioco molti altri fattori, sia psicologici che fisici, culturali ed ambientali.<br \/>\nLe scritture di persone giovani ed anche molto giovani, alle volte, se intervengono agenti esterni, come ad esempio uso di alcool o sostanze che creano dipendenza, non avranno sicuramente una scrittura fluida, apparir\u00e0 tremolante ed incerta, frammentata, in questo caso, mi chiedo, se un grafologo, non sapendo a priori l\u2019et\u00e0, potr\u00e0 affermare con assoluta certezza che si tratti di un soggetto di venti o trenta anni?<br \/>\nCi sono tre tipologie di tremore, orizzontale quando si tratta di patologie del sistema nervoso tipo Parkinson, verticale di chi \u00e8 dedito all\u2019alcool o comunque a sostanze che creano dipendenza, tremore misto, sia orizzontale che verticale alla vecchiaia.<br \/>\nL\u2019aspetto pi\u00f9 inquietante secondo me, \u00e8 che anche in ambito di perizia giudiziaria, molti grafologi usano la stessa presunzione che spesso va di pari passo con una buona dose di incompetenza.<br \/>\nOra fin quando si tratta di esprimersi, a parole, per animare un dibattito, si pu\u00f2 anche accettare, ognuno ha le proprie opinioni, condivisibili o meno.<br \/>\nMa spesso questi scienziati hanno ruoli come CTU e CTP e non si rendono conto di quanti problemi possono creare al prossimo e non mi riferisco \u201csoltanto\u201d al danno economico, ma soprattutto a livello morale, di autostima.<br \/>\nVedersi diseredati da un genitore crea stati di depressione inimmaginabili, per questo noi grafologi abbiamo una grande responsabilit\u00e0, non ci dobbiamo fermare alle apparenze, studiare il caso a fondo, specialmente quando si tratta di testamenti, sgombrando il campo da pregiudizi e da convincimenti personali.<br \/>\nSoffermarsi troppo sulla forma della scrittura, \u00e8 errato, non \u00e8 altro che un \u201cdisegno\u201d, ci\u00f2 che vogliamo mostrare e non \u00e8 detto che corrisponda a ci\u00f2 che siamo veramente, ci sono tante altre specie grafiche che riescono ad \u201cintercettare\u201d l\u2019autore vero dello scritto.<br \/>\nSe il grafologo esercita la professione in modo competente ed onesto, \u00e8 gi\u00e0 un ottimo risultato.<br \/>\nRiuscire a dare un aiuto a chi lo chiede, rendendolo consapevole attraverso la realt\u00e0, secondo me \u00e8 gi\u00e0 una vittoria comunque vada.<\/p>\n<p><i>a cura di Patrizia Belloni<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono trascorsi moltissimi anni dalla sua nascita, molti studiosi da svariate parti del mondo si sono dedicati a questa materia, attraverso la ricerca. 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