{"id":290,"date":"2016-05-30T08:01:09","date_gmt":"2016-05-30T08:01:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=290"},"modified":"2016-05-30T08:01:09","modified_gmt":"2016-05-30T08:01:09","slug":"testamento-olografo-e-valido-fino-a-prova-contraria-a-dirlo-e-la-cassazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=290","title":{"rendered":"Testamento olografo \u00e8 valido fino a prova contraria a dirlo \u00e8  la Cassazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il testamento olografo \u201cscritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore\u201d (art. 602 Cod. Civ.) viene in rilievo nell\u2019ambito degli \u201cscritti\u201d di interesse del consulente grafologo sicch\u00e9 appare necessario fare cenno ad una recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giudici di legittimit\u00e0 hanno affermato che la contestazione della autenticit\u00e0 di un testamento olografo deve essere avanzata mediante una \u00a0\u00a0domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura con la conseguenza che l\u2019onere probatorio grava sul proponente l\u2019azione (Cassazione, sez. II Civile, n. 1995 del 2016). Detta sentenza\u00a0 \u00e8 conforme ad altra recente pronuncia di legittimit\u00e0 (Cass. sez. un 15 giugno 2015, n. 12307) ove si \u00e8 affermato che la parte che contesti l&#8217;autenticit\u00e0 di un testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, gravando su di essa l&#8217;onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo. Ad avviso della Suprema Corte, quindi, per superare l&#8217;efficacia probatoria di un testamento olografo, non risulta sufficiente n\u00e9\u00a0 il ricorso al disconoscimento n\u00e9 la proposizione di <a href=\"http:\/\/www.studiocataldi.it\/guide_legali\/procedura-civile\/la-querela-di-falso.asp\">querela di falso<\/a>. Tra le motivazioni addotte dai giudici \u00e8 ricompresa anche la necessit\u00e0 di evitare che il \u201csemplice disconoscimento\u201d di un atto, il testamento olografo, caratterizzato da peculiare efficacia dimostrativa renda troppo gravosa la posizione dell\u2019attore che si professa erede\u00a0 che mal si concilia con l\u2019intrinseca forza dimostrativa propria della forma testamentaria di cui all\u2019art. 602 cod. civ.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto affermato pu\u00f2 sembrare una mera questione tecnica ma in realt\u00e0 l\u2019affermazione della Corte di Cassazione ha anche dei risvolti sul piano pratico.\u00a0 Difatti, posto che\u00a0 il testamento successivo \u201cprevale\u201d su quello precedente (si vedano gli artt. 680 e 682 cod. civ. per il caso, rispettivamente di revoca espressa e di revoca tacita), applicando l\u2019interpretazione anzidetta, colui che voglia far valere in giudizio la falsit\u00e0 dell\u2019ultimo atto di disposizione non si dovr\u00e0 limitare a disconoscerne il contenuto in via d\u2019eccezione ma dovr\u00e0 proporre un\u2019azione di accertamento negativo facendosi carico del relativo onere probatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale quadro la professionalit\u00e0 del consulente grafologo emerger\u00e0 sia nella veste di consulente di parte (CTP) sia di consulente d\u2019ufficio (CTU) nominato dal giudice in seno al contenzioso con la necessit\u00e0 di rinvenire le scritture di comparazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 qui che nasce il problema, in quanto la ricerca delle scritture di comparazione pu\u00f2 risultare tutt\u2019altro che facile. Vuoi perch\u00e9 si deve trattare di scritture di sicura produzione del de cuius vuoi perch\u00e9 controparte potrebbe aver provveduto a sottrarre o addirittura a distruggere buona parte dei\u00a0 manoscritti riconducibili al de cuius. In questi casi il consulente grafologo se necessario dovr\u00e0 diventare anche investigatore ampliando le proprie ricerche presso Uffici pubblici quali anagrafe, conservatorie dei registri immobiliari, tribunali, motorizzazione, camere di commercio etc., ove potrebbero rinvenirsi firme autografe o scritti riferite al de cuius. Tutto ci\u00f2 naturalmente comporter\u00e0 un aggravio di non poco conto in termini di tempo e costi che sicuramente avranno un peso nelle scelte di coloro che dovranno dimostrare che il testamento olografo mostrato da uno degli eredi\u00a0 \u00e8 stato vergato da mano diversa.<\/p>\n<p><em>Gabriele Colasanti<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il testamento olografo \u201cscritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore\u201d (art. 602 Cod. Civ.) viene in rilievo nell\u2019ambito degli \u201cscritti\u201d di interesse del consulente grafologo sicch\u00e9 appare necessario fare cenno ad una recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione. 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