{"id":268,"date":"2016-03-22T12:36:35","date_gmt":"2016-03-22T12:36:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=268"},"modified":"2016-03-22T12:36:35","modified_gmt":"2016-03-22T12:36:35","slug":"cosa-si-intende-per-identificabilita-della-scrittura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=268","title":{"rendered":"Cosa si intende per &#8220;identificabilit\u00e0&#8221; della scrittura"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">Non tutte le grafie sono identificabili e quando lo sono, non tutte possono essere identificate con il massimo grado di confidenza. Se anche il campione biologico pu\u00f2 essere degradato e non consentire l&#8217;identificazione del soggetto che l&#8217;ha lasciato, cos\u00ec anche la scrittura&#8230; anzi la scrittura, diversamente dal DNA, prestandosi ad essere simulata e dissimulata, presenta ulteriori condizioni che incidono sulle reali possibilit\u00e0 di identificazione. Senza considerare tali ipotesi, anche la scrittura naturale e spontanea non sempre \u00e8 identificabile e prima di procedere all&#8217;analisi comparativa, \u00e8 necessario qualificare la scrittura in verifica per definire, <i>ex ante<\/i>, il suo grado di identificabilit\u00e0. Da questo discende il livello di giudizio a cui il tecnico pu\u00f2 accedere nel momento in cui dovesse verificare la corrispondenza di tutte le caratteristiche rilevanti tra termine in verifica e termini comparativi. Per farlo \u00e8 necessario accertare il grado di rarit\u00e0 e di complessit\u00e0 sia degli allografi utilizzati, sia delle modalit\u00e0 di realizzazione (modalit\u00e0 del movimento, dei cambi direzionali e degli incroci di linea&#8230;), e questo a livello tridimensionale, cio\u00e8 con riferimento anche all&#8217;andamento pressorio. Per esempio, una scrittura elementare, che ripropone le forme e le modalit\u00e0 di realizzazione tipiche dell&#8217;apprendimento scolastico e che non presenta particolari anomalie pressorie (elementi di differenziazione rispetto agli standard), indipendentemente dalla volont\u00e0 di chi l&#8217;ha apposta, non \u00e8 identificabile e il giudizio che potr\u00e0 scaturire dalla comparazione, anche nella corrispondenza di tutte le caratteristiche, non potr\u00e0 che essere inconclusivo.1 Tali corrispondenze, infatti, potrebbero essere il frutto di eterogenesi (riproposizione delle stesse modalit\u00e0 di scrittura da parte di un soggetto generico X nella popolazione scrivente di riferimento) o di simulazione. Un altro esempio frequente nel panorama identificativo forense \u00e8 rappresentato dalle sigle: se il movimento gestuale che la caratterizza non \u00e8 complesso e l&#8217;ipotesi di simulazione non \u00e8 escludibile, la sigla non \u00e8 identificabile e a nulla valgono le corrispondenze rilevabili tra la scrittura in verifica e le comparative. Quindi l&#8217;identificabilit\u00e0 della scrittura in verifica deve essere determinata in termini assoluti prima di procedere con la comparazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Gianluca Ferrari<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>1:\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 10pt;\">M. Pulver, in <\/span><i style=\"font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 10pt;\">Intelligenz im Schriftansdruck<\/i><span style=\"font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 10pt;\">, Orell-Fussli, Zurigo, 1949, distingue la scrittura in autentica, impropria e falsa, individuando la seconda come quella \u00ab<\/span><i style=\"font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 10pt;\">osservante del modello scolastico, dunque controllata e calligrafica, come tale impersonale<\/i><span style=\"font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 10pt;\">\u00bb e, quindi -aggiungo io- non identificabile; traduzione da B. Vettorazzo, <\/span><i style=\"font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 10pt;\">Grafologia giudiziaria e perizia grafica<\/i><span style=\"font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 10pt;\">, Giuffr\u00e9 Editore, II ed. 2004, pag.154.<\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non tutte le grafie sono identificabili e quando lo sono, non tutte possono essere identificate con il massimo grado di confidenza. 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