{"id":158,"date":"2015-11-26T12:51:36","date_gmt":"2015-11-26T12:51:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=158"},"modified":"2015-11-26T12:51:36","modified_gmt":"2015-11-26T12:51:36","slug":"omicidio-con-enigma-grafico-un-caso-giudiziario-in-cui-le-indagini-grafo-grafologiche-sono-risultate-decisive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=158","title":{"rendered":"Omicidio con enigma grafico. Un caso giudiziario in cui le indagini grafo-grafologiche sono risultate decisive."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Era stato freddato sull\u2019uscio di casa attorno alle ore 23:00, l\u2019aveva stabilito il medico legale, eppure la telefonata alla caserma dei carabinieri per denunciare il rinvenimento del cadavere era arrivata solamente alle 7,00 del mattino seguente. Due colpi di fucile, uno caricato a pallettoni gli aveva perforato lo stomaco e l\u2019altro caricato a palla asciutta, un pezzo di piombo del peso di 35 grammi, gli aveva spezzato il polso prima di conficcarsi nella porta dell\u2019abitazione. In casa viveva da solo ma intorno vi erano diverse abitazioni, ma nonostante le distanze estremamente ridotte tra gli edifici, nessuno quella notte aveva udito il rumore assordante degli spari. Senza testimoni le speranze di risalire all\u2019autore dell\u2019omicidio sembravano alquanto scarse e notoriamente la gente del posto non era solita collaborare con le forze di polizia. Le indagini si concentrarono come accade usualmente in questi casi sulla persona della vittima. Un uomo di 35 anni, di professione geometra, separato dalla moglie da un paio d\u2019 anni che viveva da solo in condizioni economiche di modestissimo livello, incensurato. I familiari pi\u00f9 stretti vivevano a circa 100 chilometri di distanza. I vicini di casa lo descrivevano come una persona riservata di poche parole.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In apparenza senza nemici, eppure qualcuno che verosimilmente conosceva l\u2019aveva ucciso con inaudita violenza sparandogli a distanza ravvicinata senza lasciargli via di fuga. Una vera e propria esecuzione dietro la quale si poteva ragionevolmente ipotizzare una vendetta o un regolamento di conti. L\u2019abitazione, gli indumenti ed ogni effetto personale della vittima vennero passati al setaccio per raccogliere quanti pi\u00f9 elementi di informazione. Ogni documento o lettera rinvenuti furono esaminati e riesaminati pi\u00f9 volte per scoprire amicizie, inimicizie e contatti. All\u2019ennesima rilettura del materiale cartaceo ci si accorse che alcune lettere erano manoscritte ma il linguaggio usato non era l\u2019italiano ne altri idiomi conosciuti e perci\u00f2 la scrittura non era comprensibile.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Segni grafici privi di significato vergati su di un foglietto in cui compariva la scritta in corsivo \u201cZmifs poi do zehsddi zn einodi hiedi\u201d. La calligrafia per\u00f2 era diversa da quella riportata su altri fogli pure rinvenuti nel cassetto dello scrittoio collocato nella camera da letto dove una simile scrittura risultava annotata su un piccolo foglio di block notes a quadretti \u201cEzfi hcldczns do zmi\u201d. Non c\u2019erano dubbi si trattava di un codice ma bisognava trovare la chiave di lettura per capirne il significato e perch\u00e9 si volesse mantenerlo celato. Un segreto che la vittima ed almeno un&#8217;altra persona conoscevano visto che i due foglietti sembravano scritti da mani diverse.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La localit\u00e0 dove abitava la vittima era una frazione abbastanza isolata sita a circa 700 metri di altitudine con una cinquantina di residenti dove era praticamente impossibile che non venisse notato l\u2019arrivo di un forestiero come altamente improbabile appariva che nottetempo la vittima avesse aperto la porta di casa ad uno sconosciuto. Qualcosa aveva turbato la tranquilla vita degli abitanti di quella frazione ma non c\u2019era la volont\u00e0 di svelare agli estranei quali erano considerati gli investigatori alcunch\u00e9. Vennero ascoltati uno ad uno tutti gli abitanti della frazione e presto si cap\u00ec che un amore clandestino era la ragione del codice al quale facevano ricorso i due amanti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infatti dopo vari tentativi si riusc\u00ec a trovare la chiave di lettura, quasi banale nella sua semplicit\u00e0, le lettere usate rappresentavano l\u2019alfabeto italiano al contrario ovvero dove c\u2019era la \u201cZ\u201d si doveva leggere \u201cA\u201d al posto della lettera \u201cV\u201d si doveva leggere la lettera \u201cB\u201d e cos\u00ec via. Sul primo foglietto c\u2019era scritto \u201cAmore mio ti aspetto al solito posto\u201d mentre sull\u2019altro c\u2019era scritto \u201cSar\u00f2 puntuale ti amo\u201d. Attraverso l\u2019esame dei saggi calligrafici raccolti con vari stratagemmi si individu\u00f2 la presunta amante della vittima sul conto della quale a seguito di approfonditi accertamenti emerse che spesso si recava a trovare la sorella che abitava in un comune distante dalla frazione poco meno di ottanta chilometri. La nota gelosia del marito che aveva la disponibilit\u00e0 di due fucili indusse gli inquirenti a effettuare un\u2019ispezione delle armi e ad eseguire il prelievo a mezzo \u201cstub\u201d dei possibili residui della deflagrazione dei colpi d\u2019arma da fuoco sul corpo del coniuge che vennero confermati dall\u2019esame al microscopio elettronico a scansione. Particelle ternarie di piombo, bario e antimonio risultarono presenti sugli indumenti, sulle mani e sul volto. Il cerchio si era chiuso la vittima era stata uccisa dal vicino di casa conoscente da vecchia da data con il quale si frequentavano da tempo e per il quale la moglie aveva preso una sbandata, un tradimento vendicato con il sangue. La moglie messa alle strette e rassicurata che il marito non avrebbe potuto farle pi\u00f9 alcun male finalmente rese la confessione liberatoria di quanto accaduto quella notte. Il caso in questione rappresenta un tipico esempio di come gli investigatori possano trarre importantissime indicazioni dalle conoscenze grafico-grafologiche per indirizzare nel verso giusto le indagine soprattutto quando il fattore tempo risulta determinante per acquisire prove che altrimenti potrebbero disperdersi. E\u2019 notorio tra gli addetti ai lavori che il prelievo a mezzo dello \u201cstub\u201d sul corpo del sospettato debba essere eseguito nel giro di poche ore dall\u2019impiego delle armi da fuoco.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Roberto Colasanti<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era stato freddato sull\u2019uscio di casa attorno alle ore 23:00, l\u2019aveva stabilito il medico legale, eppure la telefonata alla caserma dei carabinieri per denunciare il rinvenimento del cadavere era arrivata solamente alle 7,00 del mattino seguente. 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