{"id":281,"date":"2016-04-29T20:03:29","date_gmt":"2016-04-29T20:03:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=281"},"modified":"2016-04-29T20:03:29","modified_gmt":"2016-04-29T20:03:29","slug":"la-tensione-nel-gesto-grafico","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=281","title":{"rendered":"La tensione nel gesto grafico"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">La scrittura, per poter lasciare la traccia ed avanzare sul foglio, richiede, necessariamente l&#8217;impiego di una certa tensione, frutto dello sforzo e concentrazione che necessitano per scrivere, che possono variare a seconda delle condizioni e motivi per cui si scrive.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Che siano appunti, lettere personali ecc&#8230; ma soprattutto a seconda della personalit\u00e0 dello scrivente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dobbiamo al tedesco R. Pophal, neurologo e grafologo, le ricerche nell&#8217;ambito della fisiologia del movimento, riguardo l&#8217;interazione delle tensioni fisiche e psichiche nello svolgersi del gesto grafico al fine di scoprire il \u201csenso psicologico\u201d dello stesso, attraverso il tracciato nella pressione, cio\u00e8 appoggio sul foglio, e nella tensione del gesto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pressione e contrazione muscolare, entrambe espressione di sforzo e volont\u00e0, l&#8217;unica differenza \u00e8 l&#8217;orientamento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per quanto riguarda la pressione \u201cl&#8217;ostacolo\u201d \u00e8 il foglio bianco, lo spazio grafico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In questo modo, acquista il significato di collegamento con il mondo esterno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nella contrazione ci opponiamo ad un ostacolo interiore, il muscolo antagonista frena l&#8217;agonista, quindi contrazione ovvero resistenza, che blocca lo sforzo verso qualsiasi azione positiva-costruttiva.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pophal, distingue inoltre due gruppi di movimenti: espressivi e rappresentativi, vale a dire che la semplice espressione dello scrivere \u00e8 inconscia, quella rappresentativa, \u00e8 conscia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il gesto grafico quando \u00e8 spontaneo richiede energia ma non sforzo come il camminare (sono entrambi gesti psicomotori). Non stiamo a pensare a come scrivere o camminare, perch\u00e8 avvengono in modo naturale. Diversamente, gesti che in qualche modo ci rappresentano (azioni consce) necessitano di uno sforzo maggiore, mentale e fisico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Avete mai provato a scrivere non pi\u00f9 di dieci righe simulando una scrittura? Vi assicuro che oltre al mal di testa si avvertir\u00e0 anche un lieve dolore al braccio.<\/p>\n<p><i>Patrizia Belloni<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scrittura, per poter lasciare la traccia ed avanzare sul foglio, richiede, necessariamente l&#8217;impiego di una certa tensione, frutto dello sforzo e concentrazione che necessitano per scrivere, che possono variare a seconda delle condizioni e motivi per cui si scrive. Che siano appunti, lettere personali ecc&#8230; ma soprattutto a seconda della personalit\u00e0 dello scrivente. Dobbiamo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[115,114],"class_list":["post-281","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-pophal","tag-tensione-nel-getso-grafico"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/281","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=281"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/281\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":283,"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/281\/revisions\/283"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}