{"id":278,"date":"2016-04-29T20:06:05","date_gmt":"2016-04-29T20:06:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=278"},"modified":"2016-04-29T21:22:44","modified_gmt":"2016-04-29T21:22:44","slug":"scritture-di-ieri-e-di-oggi-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/?p=278","title":{"rendered":"Scritture di ieri e di oggi a confronto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Cari lettori,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo numero ho il piacere di pubblicare, tra altri interessanti articoli, anche una testimonianza sincera, uno spaccato di vita, della prof.ssa Franca Finelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;amica che ha voluto mettere a disposizione di \u201cgrafologia magazine\u201d una sua esperienza vissuta in et\u00e0 adolescenziale. Sicuramente utile a molti genitori, perch\u00e8, anche se un po datato, ritengo che questo tipo di problema sia ancora molto attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Far\u00f2 una breve premessa per un&#8217;agevole comprensione al tema che stiamo trattando. Vi sono due tipologie di scrittura che caratterizzano l&#8217;et\u00e0 adolescenziale, una \u00e8 lo \u201cscript\u201d, o semi-stampatello, scrittura chiara e leggibile, tipica di chi vuole farsi capire, facilitando la comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201cforma\u201d che prevale sul movimento, il quale, nella scrittura corrisponde alla forza pulsionale, conferisce slancio, infonde libert\u00e0 e scaturisce le emozioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi , dove prevale la forma, c&#8217;\u00e8 la ricerca di s\u00e9, (narcisismo) sicuramente una scrittura convenzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi scrive in questo modo, si omologa al gruppo, che, da un lato, infonde una certa sicurezza, ma non lascia spazio alla creativit\u00e0 individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene a mancare uno stile proprio, una personalizzazione, in parole povere la nostra unicit\u00e0 \u00e8 gravemente penalizzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forma, non pi\u00f9 gestualit\u00e0 libera, in movimento, ma solida costruzione. L&#8217;altra scrittura, la \u201cmisteriosa\u201d, l&#8217; indecifrabile, indica una certa difficolt\u00e0, se non incapacit\u00e0 di comunicare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il desiderio di non farsi capire, soggiace in chi scrive con questa modalit\u00e0, creare un&#8217;alone di mistero intorno a s\u00e9, specialmente se la vita sociale, affettiva e professionale dello scrivente \u00e8 limpida, chiara, probabilmente troppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scatta il desiderio di avere uno spazio proprio, delimitare una zona, un limite invalicabile dove gli altri non possono accedere, a meno che, non siamo proprio noi, consciamente ad abbattere quel muro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I motivi possono essere di varia natura, professionali, burocratici, di studio come \u00e8 accaduto a quella giovane studentessa che oggi \u00e8 la prof.ssa Finelli, docente di itliano al liceo Scientifico, ma rendersi visibili, accessibili, comporta un dispendio psico-fisico non indifferente, se quello non \u00e8 il nostro modo di scrivere, spontaneo ed innato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguiteci in questo percorso, dove esperienze di vita, vissute qualche anno fa\u00a0hanno ancora oggi una notevole valenza.<\/p>\n<p><em>Patrizia Belloni<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari lettori, In questo numero ho il piacere di pubblicare, tra altri interessanti articoli, anche una testimonianza sincera, uno spaccato di vita, della prof.ssa Franca Finelli. Un&#8217;amica che ha voluto mettere a disposizione di \u201cgrafologia magazine\u201d una sua esperienza vissuta in et\u00e0 adolescenziale. Sicuramente utile a molti genitori, perch\u00e8, anche se un po datato, ritengo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[112,113,111],"class_list":["post-278","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-script","tag-scrittura-script","tag-scritture-di-ieri-e-di-oggi-a-confronto"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/278","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=278"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":285,"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/278\/revisions\/285"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.grafologiamagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}