Grafologia magazine compie tre anni

A cura di Patrizia Belloni
Direttrice Grafologia Magazine – Grafologa giudiziaria

E’ un tempo molto importante, i primi tre anni sono fondamentali, nella formazione del carattere, di ciascun essere umano, secondo il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, ma anche per elaborare un lutto, per ricominciare dopo una delusione…tre anni.
Considero questa testata giornalistica, on-line, la mia creatura.
Nata dopo una mia esperienza giornalistica “cartacea”, durata un decennio, e dal momento che siamo nell’era del digitale, ed internet è un mezzo veloce e mirato, ho scelto di farne parte con questo progetto editoriale, stare al passo con i tempi, io la considero una evoluzione, non il contrario. Continue reading

Vantaggi del testamento segreto

A cura di Patrizia Belloni
Grafologa giudiziaria

Da un punto di vista squisitamente pratico, oltre che psicologico, redigere un testamento olografo, ovvero scrivere il testo personalmente, dà al testatore, una sicurezza in più, come abbiamo già detto, ovvero l’impressione di poter meglio esprimere e salvaguardare le proprie volontà, avere la possibilità di poterlo cambiare, modificare, correggere ecc.
D’altro canto, anche al grafologo, in questo caso, viene offerta l’occasione di effettuare una perizia, qualora venga richiesta, attraverso un campo di azione molto più ampio.
Infatti, tramite la grafia si può tracciare il profilo psicologico dello scrivente, fare una attenta anamnesi, prendendo in considerazione le informazioni extragrafiche, che si rivelano, determinanti, in molte circostanze. Continue reading

Conoscere la grafologia giudiziaria

L’importanza della comunicazione, la risposta ad alcuni quesiti sulla professione di grafologo giudiziario

A cura di Patrizia Belloni – grafologa giudiziaria

L’importanza della comunicazione, quella “sana”, che permette, a ciascuno di noi, qualora lo voglia, di approfondire un argomento, o perfino di poter conoscere in modo considerevole, un mondo inesplorato, come può essere quello della grafologia.
Questo è stato il mio obiettivo, con grafologia magazine, nel mio piccolo, di far apprezzare attraverso tante informazioni utili anche nel quotidiano, questa realtà tangibile, non una scienza astratta, quale la grafologia e le sue molteplici applicazioni.
Ultimamente ho avuto l’onore ed il piacere di aver rilasciato una intervista per una nota emittente radiofonica per parlare della professione del grafologo.
In pochi minuti, ho dovuto illustrare il compito che noi grafologi giudiziari siamo chiamati a svolgere, dare una definizione alla nostra professione. Continue reading

Le qualità dell’intelligenza all’esame del grafologo

Il termine intelligenza deriva dal sostantivo latino “intelligentia”, da qui il verbo intelligere ovvero capire. Su questa parola sono state svolte molte ricerche, è stato affermato che la persona intelligente fosse in grado di saper leggere dentro l’animo umano, oltre la superficie.

Credo che la definizione più semplice sia che l’intelligenza è quella facoltà che ci permette di comprendere, di assimilare dati, di razionalizzare, ma soprattutto di saper trovare soluzioni ai problemi a cui dover far fronte quotidianamente, sia nella vita socio-affettiva che professionale.

Resta comunque il fatto che questa parola, di per sé, abbia un significato troppo generico, come del resto dire che una persona ha carattere, ma che tipo di carattere?

Attraverso un recente orientamento, sia in psicologia che grafologia, si preferisce parlare, non più di quantità intellettiva ma piuttosto di qualità, che tipo di intelligenza possiede ciascuno di noi, capire come la mente funziona, riuscire a capirne l’attività e come di conseguenza, potere utilizzarla al meglio.

A tal proposito, ricordo con piacere il pensiero di Suzanne Bresard, grafologa, scrittrice, la quale, ha ampiamente trattato attraverso i suoi libri, conferenze e svariate lezioni, il ruolo dell’intelligenza immessa nella forza vitale che ogni individuo dispone.

L’intelligenza di qualsiasi tipo, che sia intuitiva, logica, sintetica, analitica, meditativa ecc…diviene sterile quando non è riscaldata dal sentimento, non arricchita dall’immaginazione, ma soprattutto se non è stimolata dalle aspirazioni, rimane un meccanismo freddo e distaccato”.

Per questo motivo, cioè per poter utilizzare al meglio le proprie potenzialità, è utile scoprire il nostro tipo di intelligenza, coltivarlo, al fine di coordinarlo verso una consona direzione.

L’analisi grafologica consente di capire tutto ciò, attraverso la continuità delle lettere, una specie molto importante,in grafologia, un genere grafico che offre una importante chiave di lettura,in uno scritto.

Il filo che “lega”, con le sue svariate combinazioni, fa capire al grafologo, non soltanto la modalità dei processi mentali dello scrivente, ma anche la capacità di adattamento con l’ambiente, con il mondo esterno.

Il modo con cui si collegano oppure no, le lettere, quando e come vengono staccate, ci fa capire che tipo di legame lo scrivente riesce a stabilire con l’altro, ed è proprio in quel breve percorso che il grafologo riesce a capire in che modo, lo stesso, utilizza i propri mezzi a sua disposizione, cioè l’intelligenza, l’energia, la sensibilità e l’affettività, ovvero il bagaglio delle proprie emozioni.

Non si tratta di un’entità a se stante, non si può scorporare da altri aspetti della personalità di un’individuo, non vive di luce propria, ma deve essere alimentata da un’insieme di svariate attitudini.

Per questi motivi, la continuità, una degli otto generi della scrittura, si è rivelata molto utile in selezione aziendale. Legare, staccare, raggruppare le lettere e le sillabe fa capire al grafologo come pensiero ed azione sono coordinati tra loro.

Questo approccio nei confronti del “tipo” di intelligenza, appassiona molto noi grafologi, è un segno tangibile di cambiamento rispetto alle classificazioni “quantitative” di un tempo, quasi fosse un test sul quoziente intellettivo.

Questo mezzo di valutazione, arricchisce l’analisi grafologica, si rinuncia a spiegare e soprattutto giudicare la personalità di colui che scrive, per lasciare il posto alla comprensione per poterne valorizzare le potenzialità.

Patrizia Belloni