Consulenza tecnica grafologica e indagini difensive per una simbiosi vincente

A cura di Roberto Colasanti

Gli odierni studi legali di successo conoscono molto bene l’importanza delle indagini difensive e se ne avvalgono oramai con assiduità tale da costituire il loro normale “modus operandi”.

Molti altri studi legali invece risultano meno inclini all’utilizzo delle indagini difensive in tutti i loro molteplici aspetti, anche in ragione del conseguente aggravio economico  da far sopportare al cliente, ritenendo di potervi ovviare con il solo studio degli atti a disposizione. Continue reading

Aspetti pratici in grafologia peritale – Civile e Penale due realtà a confronto

A cura di Patrizia Belloni
Grafologa giudiziaria

La consulenza tecnica grafologica, in ambito forense, è una attività che viene svolta da un esperto in materia, al fine di accertare l’autenticità o meno di uno scritto, oppure di una firma, attraverso scritture o firme di comparazione.
Una breve introduzione sull’argomento prima di entrare nel vivo della questione, una premessa per dire che, purtroppo o per fortuna, non basta asserire che la firma non è la propria, quando si vuole sostenere la propria estraneità, ovvero disconoscere una firma, magari apposta su un contratto di locazione, piuttosto che una fideiussione bancaria ecc.
In tali circostanze, occorrono prove certe, riscontri oggettivi, che si fondano sulle firme comparative, (discreta quantità) della persona che richiede una perizia grafologica, che siano certificate da un pubblico ufficiale, coeve, e possibilmente originali.
Nell’ambito della perizia giudiziaria, ciò che conta, riguarda esclusivamente il metodo di ricerca degli elementi grafici di uno scritto, firme da verificare, quindi, affinché tutto ciò abbia luogo, occorrono inevitabilmente, scritture o firme di comparazione che, in ambito civile saranno fornite dal cliente, al grafologo di sua fiducia, prima di intraprendere qualsiasi azione legale.
In ambito penale la procedura è alquanto più complessa e delicata, considerato che, è in gioco, spesso, la libertà personale del cliente. Continue reading

VANTAGGI DEL TESTAMENTO OLOGRAFO

A cura di Patrizia Belloni
Grafologa giudiziaria

Uno dei principi fondamentali, quando si osserva un testamento olografo, è non farsi condizionare, né dalla eccessiva brevità del testo, che non sempre è sinonimo di falso, né da quello prolisso, troppo particolareggiato, che spesso non è garanzia di autenticità.
In entrambi i casi, si deve procedere con molta cautela, sgombrare la mente da qualsiasi pregiudizio di genere ed attenersi esclusivamente alle prove certe, ovvero scritture e firme di comparazione, il più possibile coeve alla data del testamento, e procedere con il confronto sulla scrittura da esaminare, mettendo sul piatto della bilancia divergenze e conformità. Continue reading

La disgrafia quale anomalia dello sviluppo della scrittura


La disgrafia è un’anomalia dello sviluppo della scrittura
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Sono molteplici le difficoltà che si trova ad affrontare un bambino disgrafico, a causa della problematicità nel coordinare il gesto corsivo.

Questo significa che l’organizzazione di un testo, ovvero come viene disposto il tracciato grafico sul foglio, quindi la distanza tra le parole, tra un rigo e l’altro, i margini, sono appunto anomali, il risultato sarà un insieme caotico, discordante.
Un bambino disgrafico trova difficoltoso anche incolonnare i numeri per eseguire addizioni, moltiplicazioni, ecc, oppure colorare un disegno, non riesce a gestire il colore all’interno del margine.
La disgrafia può essere causata da molteplici fattori, che possono essere definiti concause. Continue reading

Conoscere la grafologia giudiziaria

L’importanza della comunicazione, la risposta ad alcuni quesiti sulla professione di grafologo giudiziario

A cura di Patrizia Belloni – grafologa giudiziaria

L’importanza della comunicazione, quella “sana”, che permette, a ciascuno di noi, qualora lo voglia, di approfondire un argomento, o perfino di poter conoscere in modo considerevole, un mondo inesplorato, come può essere quello della grafologia.
Questo è stato il mio obiettivo, con grafologia magazine, nel mio piccolo, di far apprezzare attraverso tante informazioni utili anche nel quotidiano, questa realtà tangibile, non una scienza astratta, quale la grafologia e le sue molteplici applicazioni.
Ultimamente ho avuto l’onore ed il piacere di aver rilasciato una intervista per una nota emittente radiofonica per parlare della professione del grafologo.
In pochi minuti, ho dovuto illustrare il compito che noi grafologi giudiziari siamo chiamati a svolgere, dare una definizione alla nostra professione. Continue reading

Rapporti di collaborazione tra grafologi. Opportunità e criticità.

A cura di Roberto Colasanti

Per una moltitudine di situazioni capita che possano svilupparsi rapporti di collaborazione tra grafologi.
In diversi casi si tratta di collaborazioni occasionali sorte dall’esigenza di integrare competenze specialistiche, utilizzare strumentazioni tecniche o di avvalersi della struttura logistica di uno studio meglio attrezzato oppure più semplicemente di dividersi il lavoro per rispettare i tempi assegnati per la consegna.
Al pari dei rapporti di collaborazione tra professionisti delle più disparate discipline anche quelli tra grafologi danno luogo a scambi di esperienze che si traducono spesso in un reciproco arricchimento umano e professionale. Continue reading

Prevenzione grafologica e diffusione giornalistica di notizie

ABSTRACT
A cura di Patrizia Belloni

Nell’articolo che seguirà questa breve introduzione, ho affrontato due tematiche, di grande attualità, che fanno parte del nostro vivere quotidiano, ovvero l’informazione attraverso i vari notiziari, giornali e trasmissioni televisive, e la prevenzione, in questo caso, per quanto riguarda l’aspetto grafologico nelle sue più variegate applicazioni.
L’importanza di una informazione giusta nelle “dosi”, come si suole dire “quanto basta”, il giusto equilibrio tra i vari ingredienti.
Si può, e si deve, far apprendere la notizia, senza scadere nel sensazionalismo, e soprattutto evitare di creare un film, quando si racconta il fatto, l’accaduto.
Ragguagliare la società, diffondere una voce, non vuol dire avere un vantaggio per il proprio giornale o trasmissione televisiva, ma che sappia tener conto, del possibile risultato opposto, ovvero negativo, che l’abbondante reiterazione del comunicato, potrebbe provocare in soggetti deboli.
Il secondo argomento, che mi riguarda molto da vicino, comprende la prevenzione di carattere grafologico.
Inserire nelle scuole medie, ma anche nei licei, la figura del grafologo, a mio avviso, sarebbe molto importante, proprio per un fine cautelativo nei confronti di un pre-adolescente o adolescente.
Dalla scrittura si possono capire gli aspetti fondamentali del carattere, e non soltanto.
Fare una analisi grafologica postuma, magari di un soggetto, reo confesso di un delitto, serve a poco…

PREVENZIONE GRAFOLOGICA E DIFFUSIONE GIORNALISTICA DI NOTIZIE

APPROFONDIMENTO
A cura di Patrizia Belloni

Il termine “femminicidio”, è ormai in gran voga, di cui sentiamo spesso parlare, nei vari notiziari televisivi, per descrivere, purtroppo, l’efferatezza messa in atto da alcuni uomini, nei confronti delle proprie mogli o compagne.
Personalmente questa locuzione mi lascia perplessa.
Viviamo nell’era della tecnologia, dei social, della modernità più sfrenata ed ancora si deve udire questo vocabolo, generico, quindi usato soprattutto nel mondo animale.
In un tempo, per fortuna ormai lontano, la parola femmina, veniva usata da una certa tipologia di uomini, che fossero padri, fratelli o mariti, per rimettere “a posto”, ricondurre sulla retta via una donna.
Sei soltanto una femmina, come se fosse un disvalore, e con ciò mi viene in mente il decadentismo.
Una corrente letteraria, sviluppatasi a partire dalla seconda metà dell’ottocento, fino ad inizio del novecento, che si contrapponeva alla razionale positività.
Lo stesso Petrarca, con sfumatura negativa, in uno dei suoi cantici: “Femmina è una cosa mobile per natura”.
La malafemmina, una canzone struggente, scritta ed interpretata dal principe Antonio De Curtis, in arte Totò, che aveva dedicato ad una donna, naturalmente, rea, di averlo abbandonato.
Tornando ai nostri giorni, mi viene in mente la nota serie televisiva, il celeberrimo commissario Montalbano, dove ogni qualvolta si parli di “ fimmina”… appare sempre una donna molto procace, appariscente, con abiti molto succinti, che puntualmente provoca il “povero” poliziotto.
Ad esempio, in India e Cina si eliminano più bambine di quelle che nascono in America ogni anno, il paese in cui nascere “femmina” può costare la vita.
Tuttavia, questo termine è deliberatamente usato, anche in modo del tutto volontario e disinvolto, ancora oggi, ma quando apprendiamo che è stato commesso un omicidio, nei confronti di essere umani, che siano donne, uomini o bambini non c’è differenza.
Rimane comunque un atto esecrabile, che suscita indignazione, un sacrilegio nei confronti dell’umanità.
Catalogare un assassinio, crimine di chi sopprime vite umane, nel caso specifico di donne, incasellarlo come “femminicidio”, è come, in un certo senso attribuire una specializzazione, seppur malevola, all’omicida.
Comprendo che questo possa suscitare, nei confronti di chi leggerà questo articolo, un certo disappunto, ma…
Nelle menti disturbate di taluni soggetti, purtroppo, anche questi reati così efferati, gli autori di questi atroci delitti si sentono al centro dell’attenzione, magari quella che è mancata nell’infanzia.
Si impossessano così della ribalta, finalmente vengono notati, in qualche modo, e le loro “gesta” hanno una risonanza davvero eclatante.
Personalmente disapprovo la reiterazione esagerata, esasperante, della stessa notizia, ogni volta “arricchita” di particolari sempre più inquietanti.
E’ pur vero che l’informazione è fondamentale, essere sempre al corrente di ciò che accade, va bene, ma disapprovo il sensazionalismo ad ogni costo, e spesso, purtroppo proprio per questo motivo vengono diffuse notizie del tutto infondate.
Dobbiamo pensare che…
Quando si fa informazione, enfatizzare con racconti particolareggiati, immagini a volte agghiaccianti, si potrebbe favorire un meccanismo perverso, nella mente di chi ha già una predisposizione caratteriale, patologica, verso determinati comportamenti.
In questi ultimi giorni, si sente parlare molto spesso, della giovanissima Noemi, aveva soltanto sedici anni, uccisa dal fidanzato coetaneo.
Mi astengo dal fare commenti sul biglietto, scritto dal ragazzo, peraltro in stampatello, ed anche sulla lettera che ha scritto lo scorso anno.
Vorrei invece soffermarmi, sull’importanza della prevenzione, aspetto determinante, per “tentare” di fare in modo che questi delitti accadano sempre più raramente, sino allo scomparire del tutto.
La grafologia offre degli strumenti inimmaginabili.
Ad esempio, attraverso la scrittura di una persona si può rilevare lo psichismo personale, da cui dipendono i vari processi funzionali: sentimenti, rapporti sociali, reazioni… insomma la condotta personale, anche di ragazzi molto giovani, con una particolare attenzione verso gli adolescenti.
Ognuno di noi ha il proprio modo di reagire di fronte agli stimoli, proprio come un circuito attivato dalla corrente elettrica, così lo psichismo personale è stimolato da un “movente”.
La persona collerica, che per un futile motivo, può scatenare una eccessiva aggressività…
Ciò avviene perché ha una “resistenza” psichica molto bassa, se avesse una normale resistenza, la forza del movente dovrebbe essere di gran lunga maggiore per dar luogo alla collera.
Tutto questo, e molto altro, si può capire attraverso la scrittura, prendendo in esame le “psicopatologie”.
Credo fermamente nei campanelli di allarme, un genitore attento può tranquillamente percepire, se il proprio figlio è vittima di qualche disagio psicologico, e fare finta che il problema non esista, o addirittura giustificarlo, certamente non lo aiuta.