Rapporti di collaborazione tra grafologi. Opportunità e criticità.

A cura di Roberto Colasanti

Per una moltitudine di situazioni capita che possano svilupparsi rapporti di collaborazione tra grafologi.
In diversi casi si tratta di collaborazioni occasionali sorte dall’esigenza di integrare competenze specialistiche, utilizzare strumentazioni tecniche o di avvalersi della struttura logistica di uno studio meglio attrezzato oppure più semplicemente di dividersi il lavoro per rispettare i tempi assegnati per la consegna.
Al pari dei rapporti di collaborazione tra professionisti delle più disparate discipline anche quelli tra grafologi danno luogo a scambi di esperienze che si traducono spesso in un reciproco arricchimento umano e professionale. Altrettanto vero è che i rapporti di collaborazione tra grafologi professionisti comportando implicazioni di carattere economico e di responsabilità professionale possono dare vita a incomprensioni e dissapori soprattutto quando per la loro sporadicità non siano stati oggetto a monte di un accordo in cui siano stati definiti nel dettaglio: termini economici, entità, qualità e ripartizione delle prestazioni d’opera.
Per quanto detto, appare evidente che proprio le collaborazioni a carattere occasionale pur rappresentando delle indiscusse opportunità di ampliamento degli orizzonti relazionali e lavorativi di contro possono far emergere serie criticità con ripercussioni altamente negative.
Tra le varie casistiche a rischio, preme menzionare quella in cui il consulente grafologo si presti a sottoscrivere un parere, relazione o perizia, interamente realizzata da altro grafologo che però non si sia sottoscritto. In tal caso la responsabilità professionale con tutte le relative conseguenze ricadrà in capo al solo grafologo firmatario seppure non abbia percepito alcun compenso.
In conclusione è sempre bene che nei rapporti di collaborazione tra grafologi professionisti siano definiti seppure in maniera stringata, i termini dell’accordo. A qualcuno potrà sembrare eccessivo, ma chiarite le motivazioni e superate le perplessità iniziali, la collaborazione tra grafologi potrà avviarsi in una cornice di reciproca tutela che sicuramente contribuirà a far sì che un’opportunità lavorativa non debba trasformarsi in una fonte di criticità per la gestione del rapporto di colleganza.

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